Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha avvertito al forum World in Progress (WIP) che attori esterni potrebbero cercare di influenzare i processi elettorali europei attraverso disordini amplificati sui social media. Ha fatto riferimento a forze statali e non statali e ha affermato che il momento è particolarmente delicato perché le elezioni sono previste per il 29 novembre.

La discussione, tenutasi con il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin, ha affrontato i recenti disordini a Parigi e Barcellona. Albares ha difeso il diritto di protestare, ma ha descritto la violenza come opera di una minoranza molto esigua. Ha affermato che i tentativi di amplificare le immagini del disordine potrebbero servire a polarizzare la società.

Albares ha inoltre sostenuto che gruppi tra cui l’estrema destra traggono vantaggio dall’indebolimento della cooperazione europea e del modello multilaterale del continente. Darmanin ha affermato che i disordini in Francia hanno coinvolto persone frustrate dalle proprie circostanze, insieme a quello che ha descritto come un elemento nichilista intenzionato ad attirare giovani provenienti dall’ultrasinistra.

La conversazione si è poi concentrata sul futuro dell’Europa qualora l’estrema destra arrivasse al potere in Francia e Spagna. Darmanin ha avvertito che una vittoria di Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, cambierebbe radicalmente l’Europa e ha chiesto al continente di rafforzare la propria capacità di difendersi.

Il ministro francese ha sostenuto una maggiore sovranità europea e autonomia strategica, comprese industrie militari e tecnologiche più solide. Albares ha appoggiato questo approccio, collegandolo alla necessità di un mercato digitale europeo capace di limitare le interferenze esterne. Ha inoltre sostenuto lo sviluppo di un mercato europeo dei capitali e di una struttura militare comune, affermando al contempo che ciò non indebolirebbe necessariamente la NATO.

Darmanin ha inoltre sostenuto che l’Europa dovrebbe concentrarsi sull’innovazione invece di dedicarsi innanzitutto alla regolamentazione di tecnologie sviluppate altrove. Ha citato le preoccupazioni relative a un progetto di modernizzazione del ministero della Giustizia francese che coinvolge l’intelligenza artificiale, affermando che l’utilizzo di una piattaforma americana avrebbe potuto esporre dati critici di Airbus a un’azienda straniera.

Ha concluso che l’Europa ha bisogno di una propria infrastruttura e di propri strumenti digitali prima di poter regolamentare efficacemente o ridurre la propria dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina.

Fonti: El País Internacional.