Anthony Gordon è diventato rapidamente una figura popolare tra i tifosi del Barcellona e l’allenatore Hansi Flick. L’ala, arrivata quest’estate dal Newcastle, ha detto che i tifosi gli avevano dimostrato «tanto affetto» e che sperava di ripagarli con dei trofei. Ha parlato durante la sua prima conferenza stampa con il Barcellona, alla vigilia della partita contro l’Aston Villa.

Gordon, 25 anni, ha anche iniziato ad ambientarsi nella vita in città. Ha detto che gli piacciono Barcellona e il suo pan con tomate, e che spera presto di riuscire a sostenere interviste e fare dichiarazioni pubbliche in spagnolo. Al momento si affida ai compagni che parlano inglese, tra cui Eric, ma ha detto di avere un buon rapporto con tutta la squadra. Alcuni tifosi hanno iniziato a chiamarlo «Antoni el Gros», una resa scherzosa del suo nome in catalano.

L’acquisto da 70 milioni di euro, con altri dieci milioni di possibili bonus, è stato una scelta diretta di Flick, rimasto colpito da Gordon negli incontri del Barcellona con il Newcastle della scorsa stagione. L’allenatore voleva un maggiore contributo difensivo dalla fascia sinistra, soprattutto quando Raphinha non era disponibile. Gordon era stato preso in considerazione anche come centravanti.

Finora l’attaccante ha segnato tre gol e fornito cinque assist per il Barcellona. Ha detto che a volte passa la palla quando dovrebbe tirare o puntare un difensore, e che dopo gli allenamenti si è impegnato a essere più risoluto sotto porta. Ha valutato i suoi primi tre mesi al club «un 7 o un 7,5», aggiungendo che la sfida al Barcellona era diversa e che la pressione di vincere trofei gli si addiceva più della lotta per evitare la retrocessione o qualificarsi alla Champions League.

Gordon ha giocato da titolare due delle tre partite europee del Barcellona e sette gare di campionato, scendendo in campo più spesso dell’altro esterno sinistro Karim Adeyemi. «L’unico con cui competo sono io stesso», ha detto. È previsto che parta titolare contro l’Aston Villa e ha affermato che il Barcellona dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, aggiungendo di credere che la squadra possa battere chiunque e che Real Madrid e Paris Saint-Germain non siano superiori a loro.

Fonti: La Vanguardia.