Arancha González Laya, presidente di World in Progress (WIP), ha definito il forum come uno spazio destinato ad analizzare le forze che stanno trasformando il presente e a discutere di come proteggere il progresso in un mondo che cambia forma, ma conserva alcuni dei suoi problemi peggiori.

L’ex ministra degli Affari esteri e decana della Scuola di Affari internazionali di Parigi, presso Sciences Po, ha sottolineato che il mondo vive “all’epicentro di uno scontro tra forze”. Tra i principali acceleratori del cambiamento ha citato la tecnologia, l’intelligenza artificiale e il progresso scientifico, strumenti che considera capaci di promuovere progressi, ma anche di alterare ambiti come la sovranità e l’occupazione.

González Laya ha inoltre messo in guardia dall’avanzata di una geopolitica basata sul potere duro e su una logica a somma zero, nella quale il guadagno di uno Stato implica la perdita di un altro. A ciò ha aggiunto la frammentazione economica e l’uso dell’economia come strumento di pressione o di guerra. Di fronte a queste dinamiche, ha sottolineato anche la persistenza della globalizzazione e la necessità di ricorrere alla negoziazione quando tutte le altre vie falliscono.

La presidente del WIP ritiene che l’Europa sia il laboratorio in cui queste forze si confrontano. Per questo, ha sostenuto che il continente deve individuare i rischi che affronta e che i cittadini europei devono assumersi la responsabilità di decidere quale ruolo vogliono svolgere nel mondo.

L’apertura del WIP è stata preceduta da un minuto di silenzio in memoria delle vittime, dei feriti e delle famiglie dell’incidente ferroviario di Urda. González Laya ha affermato che il miglior omaggio consiste nel garantire la verità, la giustizia e il rigore tecnico, oltre a mantenere l’impegno collettivo per la ricostruzione.

González Laya è stata nominata presidente del forum quest’estate. Il progetto, promosso dal Gruppo PRISA, mira a consolidarsi come spazio di riferimento per il dialogo globale. Il suo Consiglio consultivo comprende, tra le altre figure, Josep Borrell, Julissa Reynoso, Juan Manuel Santos e Gabriel Szpigiel, mentre Nina Khalatyan ricopre la carica di direttrice esecutiva.

Fonti: El País Portada.