António Amaral Leitão, noto come capitano Leitão, era un ufficiale militare portoghese che divenne una figura di spicco nella fallita rivolta repubblicana di Porto del 31 gennaio 1891. Nato a Farminhão nel 1845, entrò nel Reggimento di fanteria 14 a Viseu e fu promosso capitano nel 1888. Quello stesso anno si trasferì a Porto per prestare servizio nel Reggimento di fanteria 10.
L’insurrezione seguì l’ultimatum britannico del 1890 al Portogallo, che accrebbe il malcontento popolare nei confronti della monarchia, mentre cresceva il sostegno ai repubblicani. Sebbene gli ufficiali militari di alto grado non partecipassero alla rivolta, il grado di Leitão gli conferì un ruolo di rilievo in un’azione guidata soprattutto da sergenti, soldati e civili. I ribelli proclamarono la repubblica da una finestra del municipio di Porto, ma le forze governative risposero aprendo il fuoco e bombardando la città. Secondo il resoconto, dodici persone furono uccise.
Leitão e gli altri partecipanti furono arrestati, processati e condannati. Fu deportato in Angola, allora colonia portoghese, ma riuscì a fuggire in Brasile. A Rio de Janeiro prese parte al Centro Repubblicano Portoghese. In seguito tornò in Portogallo e morì a Farminhão nel 1905.
Dopo la proclamazione della repubblica nel 1910, il Centro Repubblicano Federale della Beira Alta organizzò un omaggio sulla tomba di Leitão per il 31 gennaio 1911, in occasione del 20º anniversario della rivolta di Porto. Il maltempo costrinse gli organizzatori a spostare l’evento al Teatro Viriato di Viseu. Tra i presenti c’erano il governatore distrettuale Ricardo Pais Gomes e altri esponenti repubblicani locali.
Nel 1947 il Movimento di Unità Democratica tentò di organizzare un’altra commemorazione, ma le autorità la vietarono. Gli organizzatori avevano previsto di collocare una lapide commemorativa nel cimitero. La lapide fu installata nel 1978, dopo la rivoluzione del 25 aprile, insieme a una seconda targa che ricorda il divieto dell’omaggio del 1947. Entrambe si trovano tuttora all’ingresso del cimitero di Farminhão.
Fonti: Observador.