L’ex primo ministro francese Édouard Philippe ha avvertito che una vittoria di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali francesi indebolirebbe gravemente il motore politico dell’Unione europea e la fiducia reciproca. Intervenendo al forum World in Progress di Barcellona, Philippe ha affermato che le proposte di Le Pen equivarrebbero a rompere il patto della Francia con l’Europa, anche se ormai non sostiene apertamente l’uscita dal blocco.

L’evento, organizzato da PRISA, ha riunito Philippe e l’ex primo ministro italiano Matteo Renzi per discutere della posizione dell’Europa in un contesto geopolitico in trasformazione. Entrambi i politici hanno sostenuto che una cooperazione più stretta tra Francia e Germania sia essenziale per ripristinare la fiducia e l’entusiasmo nel progetto europeo.

Renzi ha dichiarato che un presidente francese contrario all’Europa creerebbe una grave minaccia per il futuro del continente. Philippe, nel frattempo, ha affermato che le società francese e tedesca si comprendono sempre meno, rendendo urgente ricostruire il rapporto tra i due Paesi.

Philippe, uno dei principali possibili sfidanti di centrodestra di Le Pen in un eventuale secondo turno delle elezioni presidenziali, ha previsto divisioni europee più profonde se a vincere fossero Le Pen o il leader della sinistra Jean-Luc Mélenchon. Ha affermato che la Francia sta affrontando una crisi economica, sociale, culturale e identitaria dopo un decennio di presidenza di Emmanuel Macron. A suo avviso, l’estrema destra e la sinistra radicale sono politicamente diverse, ma condividono l’opposizione all’Unione europea, evitando al contempo di chiedere esplicitamente l’uscita perché gli elettori francesi non vogliono allontanarsi dall’Europa.

L’ex primo ministro ha inoltre criticato la frammentazione politica della Francia, che a suo dire è peggiorata dal 2024. Il Paese è diviso in tre blocchi che non sono disposti a collaborare, ha sostenuto, creando instabilità e paralisi politica. Philippe ha affermato che nel 2027 la Francia dovrà riconquistare una maggioranza parlamentare per ristabilire l’ordine e portare avanti le riforme.

Renzi ha chiesto un’Unione europea più politica e meno burocratica, con una rinnovata leadership da parte di Francia e Germania. Ha inoltre espresso preoccupazione per la partenza dei giovani e dei talenti europei verso gli Stati Uniti, sostenendo che le università dovrebbero diventare luoghi capaci di generare speranza e opportunità.

Philippe ha affermato che le recenti proteste giovanili dovrebbero servire da avvertimento ai governi che continuano a concentrarsi su dibattiti superati. Ha sostenuto che i leader europei debbano ascoltare più attentamente le preoccupazioni dei giovani e completare il mercato unico, che ha descritto come importante per attirare talenti.

I due politici hanno discusso anche dell’impatto della continua influenza politica di Donald Trump negli Stati Uniti. Philippe ha affermato che Trump cercava di frammentare l’Europa e lasciarla disorganizzata, mentre Renzi ha sostenuto che gli europei non possono aspettarsi un cambiamento nel suo approccio e ha previsto la fine definitiva del ciclo politico trumpista.

Fonti: El País Internacional.