Il presidente Nayib Bukele del Salvador ha lanciato un'operazione militare senza precedenti in Haiti, dispiegando più di 2.000 soldati nell'arco di una singola settimana, con l'aspettativa che forze aggiuntive possano arrivare presto. La missione mira a salvare quattro cittadini salvadoregni scomparsi dal 18 ottobre vicino alla capitale, Port-au-Prince. Questo intervento rapido ed esteso ha sollevato numerose domande riguardo alla sua portata e alla sua esecuzione in una nazione dei Caraibi attualmente alle prese con una spirale di violenza che si approfondisce e con una crisi politica.

Mercoledì 28 ottobre, il governo haitiano ha rotto il suo silenzio sei giorni dopo l'arrivo della prima unità speciale dall'America Centrale. A seguito di uno scambio telefonico tra il Primo Ministro haitiano Alix Didier Fils-Aimé e il presidente Bukele, i due leader hanno riaffermato il loro impegno a rafforzare la coordinazione bilaterale e la cooperazione operativa per affrontare le sfide della sicurezza. Il governo transitorio ha chiarito in una breve dichiarazione che questo intervento salvadoregno si sta svolgendo nel quadro della Forza di Repressione delle Bande (FRG).

La FRG è una missione militare internazionale che ha iniziato le operazioni in Haiti ad aprile sotto un mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il suo obiettivo principale è combattere i gruppi armati che hanno instillato il terrore in diverse regioni, in particolare a Port-au-Prince. Sebbene il dispiegamento complichi la coerenza della strategia antibriganti esistente stabilita dall'ONU, l'operazione ha suscitato speranza tra molti haitiani che affrontano anni di instabilità.

Fonti: Le Monde International.