Gérald Darmanin, ministro della Giustizia francese, ha espresso significative preoccupazioni riguardo alle possibilità di Édouard Philippe di assicurarsi un posto nel secondo turno delle elezioni presidenziali del 2027. Intervistato su BFMTV/RMC, Darmanin ha descritto la situazione come pericolosa sia per il candidato che per la coalizione di destra, notando che Philippe non è pienamente in grado di qualificarsi nonostante abbia raccolto numerosi endorsements dall'inizio della competizione.
Sebbene Darmanin supporti Philippe dalla metà di agosto, il suo sostegno rimane cauto data le recenti difficoltà del candidato nei dati dei sondaggi. Un'indagine condotta da Ifop-Fiducial per Le Figaro, Sud Radio e LCI, pubblicata il 20 ottobre, ha rivelato che il supporto per Philippe è diminuito di sei punti in un periodo di tre settimane. Darmanin ha sottolineato questo declino, affermando senza mezzi termini che l'incapacità di Philippe di raggiungere il ballottaggio rappresenta una seria minaccia.
Riguardo alla possibilità di tenere una elezione primaria per unificare il voto del centro-destra, Darmanin ha dichiarato che non c'è più tempo per un tale processo con soli 200 giorni rimanenti fino alle elezioni. Ha notato che sebbene una primaria fosse stata in precedenza considerata, è stata rifiutata da tutte le parti all'epoca. Questa posizione si allinea con quella di Philippe, che recentemente è apparso su "20 Heures" di TF1 per respingere l'idea di una primaria, definendola una fonte di divisione e confusione.
Darmanin ha chiamato all'unità dietro Édouard Philippe criticando al contempo altri contendenti dei partiti Renaissance e Les Républicains. In particolare, ha sostenuto che Gabriel Attal e Bruno Retailleau non sono in grado di qualificarsi per il secondo turno, rafforzando la sua posizione secondo cui radunare i sostenitori attorno a Philippe è l'unica strategia fattibile per le prossime elezioni.
Fonti: Le Figaro.