I Democratici hanno ottenuto importanti successi alle elezioni di metà mandato del 2026, conquistando il controllo del Senato e avvicinandosi alla maggioranza alla Camera dei rappresentanti. I risultati rappresentano una netta battuta d’arresto per il partito del presidente Donald Trump, due anni dopo il suo ritorno alla Casa Bianca.
I repubblicani si erano presentati alle elezioni con 53 seggi al Senato. Dopo il rinnovo di 35 seggi, hanno perso la maggioranza, che richiede 51 seggi. Tra le vittorie democratiche figurano quelle di Roy Cooper in North Carolina e James Talarico in Texas, dove un democratico non conquistava un seggio al Senato dal 1992. Anche Adam Hamilton ha vinto in Kansas, dove i democratici non eleggevano un senatore dal 1932. Jon Ossoff della Georgia è stato rieletto.
I successi democratici sono andati oltre il Senato. Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore uscente Greg Abbott nella corsa per la carica di governatore del Texas, mentre in Florida i repubblicani hanno mantenuto i seggi al Senato e la carica di governatore. I risultati per la Camera erano ancora in fase di definizione, ma i repubblicani rischiavano di perdere la maggioranza.
Tra i temi messi in evidenza dai democratici durante la campagna elettorale figuravano le preoccupazioni degli elettori per il costo della vita, l’impopolare guerra in Iran e le accuse di corruzione. Il leader dei democratici alla Camera, Hakeem Jeffries, ha dichiarato che il suo partito avrebbe chiamato i politici a rispondere delle proprie azioni; se i democratici assumessero il controllo, dovrebbe diventare il primo presidente nero della Camera.
Trump ha inizialmente affermato che i repubblicani avrebbero vinto se il suo nome fosse comparso sulla scheda elettorale e in seguito ha dichiarato che avrebbe accettato i risultati delle elezioni. Ha anche minacciato di porre il veto a tutto se i repubblicani avessero perso, prima di dire a Fox News che i democratici avevano combattuto bene e che la guerra in Iran era in parte responsabile della sconfitta del suo partito. Una maggioranza democratica in entrambe le camere cambierebbe in modo significativo gli equilibri di potere a Washington per i restanti due anni del suo mandato.
Fonti: Le Monde International.