Le preoccupazioni economiche dei giovani e il pessimismo sul futuro hanno alimentato proteste in diversi Paesi, ma il malcontento può essere espresso anche alle urne. Negli Stati Uniti, i sondaggi suggeriscono che gli elettori sotto i 30 anni potrebbero usare le elezioni di metà mandato del 3 novembre per mandare un messaggio al presidente Donald Trump.

L’ultimo Youth Poll dell’Università di Harvard mostra che meno di un giovane su dieci ritiene che il Paese stia andando nella direzione giusta, la percentuale più bassa mai registrata nella storia del sondaggio. Per la prima volta, inoltre, un numero maggiore di giovani intervistati ritiene che sarà finanziariamente peggio dei propri genitori, invece che meglio.

Tra i giovani che affermano di essere propensi a votare, il 63% dice di volerlo fare per opporsi a Trump e alle sue politiche. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al 2024, quando il repubblicano ridusse il tradizionale vantaggio dei Democratici tra gli elettori sotto i 30 anni e vinse persino tra i giovani uomini, contribuendo al suo ritorno alla Casa Bianca.

Il rifiuto del presidente è ora elevato anche tra i giovani uomini. Quasi sette su dieci disapprovano il suo operato, mentre l’opposizione sale al 74% quando agli intervistati viene chiesto nello specifico come giudichino la sua gestione dell’economia. Le principali preoccupazioni includono il costo della vita e le promesse elettorali che i giovani elettori ritengono non siano state mantenute.

Le criptovalute sono un esempio. Trump si rivolse con forza agli appassionati di criptovalute durante la campagna del 2024, ma dopo che il valore del Bitcoin aumentò in seguito alla sua vittoria, i prezzi sono tornati, dalla fine del 2025, a livelli simili a quelli registrati prima delle elezioni. Diverse criptovalute sostenute successivamente dal presidente hanno subito forti cali.

Anche i giovani elettori sembrano allontanarsi da alcuni influencer associati alla cosiddetta manosphere, che contribuì a promuovere Trump durante l’ultima campagna. Un sondaggio pubblicato da Puck News ha rilevato che la popolarità di figure come Joe Rogan e Andrew Tate è diminuita considerevolmente negli ultimi mesi, sebbene Rogan rimanga particolarmente popolare.

La domanda principale è se l’insoddisfazione si tradurrà in un’affluenza significativa. Storicamente, gli elettori sotto i 30 anni partecipano meno alle elezioni di metà mandato. Nel sondaggio di Harvard, solo un terzo afferma che voterà, mentre un altro 14% dice che probabilmente lo farà, lasciando il gruppo al di sotto della soglia del 50% e probabilmente ancora una volta nella fascia d’età con la partecipazione più bassa.

Esistono, tuttavia, indicatori che potrebbero favorire i democratici. Le giovani donne e gli studenti o laureati sono i più propensi ad affermare che parteciperanno, e questi gruppi generalmente sostengono con maggiore forza i candidati progressisti. Un’affluenza consistente potrebbe rivelarsi decisiva nelle sfide al Senato molto seguite in Texas, Michigan e Georgia, dove James Talarico, Abdul El-Sayed e Jon Ossoff hanno suscitato particolare interesse tra i giovani elettori.

I democratici devono comunque fare i conti con un elettorato fragile. Uno studio di Gallup ha rilevato che i giovani americani sono la fascia d’età più propensa a identificarsi come politicamente indipendente: il 56% si descrive in questo modo, rispetto al 27% che si identifica come democratico e al 17% come repubblicano. Tra i baby boomer, la quota degli indipendenti è del 33%.

Le fedeltà partitiche dei giovani elettori sono quindi meno stabili e molti fanno la propria scelta principalmente per respingere un partito, piuttosto che per sostenerne un altro. Nel sondaggio di Harvard, più della metà dei giovani uomini che intendono votare democratico afferma che la propria decisione è motivata dall’opposizione ai repubblicani.

Tra i giovani americani persiste inoltre un divario di genere. Le giovani donne hanno maggiori probabilità di avere posizioni liberali e di sostenere i candidati progressisti per convinzione. Per i democratici, l’attuale reazione negativa contro Trump rappresenta un’opportunità per recuperare consensi tra i giovani uomini. Se non riusciranno a consolidare tale sostegno, i repubblicani potrebbero ottenere ulteriori guadagni tra questo gruppo entro il 2028 o in seguito.

Fonti: El País Internacional.