Martedì milioni di americani hanno votato nelle elezioni di metà mandato, ampiamente considerate un referendum sul presidente Donald Trump. I primi risultati hanno indicato malcontento degli elettori nei confronti della sua amministrazione, ma i Democratici avevano ancora molta strada da fare per conquistare il controllo del Congresso.

L’Associated Press ha dichiarato che il democratico Roy Cooper aveva sconfitto il repubblicano Michael Whatley in Carolina del Nord, garantendo ai Democratici un cruciale seggio al Senato. In Georgia, il senatore democratico Jon Ossoff è stato rieletto con ampio margine, secondo NBC e CBS. Tra le altre vittorie democratiche al Senato figuravano quelle di Chris Coons nel Delaware e di Chris Pappas nel New Hampshire. Anche i Repubblicani hanno mantenuto dei seggi: Shelley Moore Capito è stata rieletta in Virginia Occidentale e le proiezioni indicavano Ashley Moody come vincitrice in Florida.

Anche diversi governatori democratici sono stati rieletti, tra cui Wes Moore nel Maryland, Josh Shapiro in Pennsylvania e J. B. Pritzker in Illinois. Helena Foulkes ha conquistato la carica di governatrice nel Rhode Island, dove anche il democratico Jack Reed ha ottenuto un altro mandato al Senato.

La composizione della Camera e del Senato restava incerta mentre proseguiva lo spoglio. Alle 3 del mattino, ora di Parigi, le proiezioni dell’AP attribuivano ai Democratici 53 seggi alla Camera e ai Repubblicani 25, ben al di sotto dei 218 necessari per la maggioranza. Al Senato, nei seggi assegnati fino a quel momento i Democratici ne avevano conquistati nove, contro due dei Repubblicani; i rispettivi partiti detenevano 43 e 33 seggi, mentre i Repubblicani erano in vantaggio nei primi conteggi in diversi Stati in cui lo spoglio non era ancora concluso.

Trump, che ha seguito i risultati dalla Casa Bianca, ha detto che avrebbe posto il veto alle leggi sostenute dai Democratici se i Repubblicani avessero perso il controllo di una delle due camere. Ha affermato di essere pronto a essere chiamato «Mr. Veto». In precedenza, nel corso della serata, aveva anche criticato Fox News in alcuni post su Truth Social.

La campagna elettorale si era concentrata, in parte, sul costo della vita, sulla guerra con l’Iran e sui timori di corruzione nel governo. Il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries, ha dichiarato che il partito era sul punto di imprimere una svolta significativa al Paese, mentre l’esito finale delle elezioni per il Congresso restava sconosciuto.

Fonti: Le Figaro.