Il Giappone sta applicando una risposta giudiziaria sempre più rigorosa a un significativo aumento del traffico e del consumo di droghe all'interno dell'arcipelago. Gli ufficiali delle dogane giapponesi stanno arrestando un numero crescente di individui che agiscono come spacciatori e tentano di trasportare narcotici nel paese, affrontando sanzioni severe da parte dei tribunali.

Un caso recente illustra questo approccio rigoroso che coinvolge un cittadino francese di 21 anni della regione di Parigi, il cui nome è stato modificato in Nathan per motivi di privacy. Il 29 ottobre, è stato condannato a dieci anni di carcere presso la struttura di Fuchu a Tokyo. Il tribunale ha determinato che la sua giovane età e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) potrebbero aver influenzato il suo giudizio, ma ha sottolineato che ha agito consapevolmente con complici ignoti per profitto.

La condanna deriva da un tentativo nel giugno 2025 di introdurre in Giappone 8.811 grammi di metanfetamina. Con un valore di mercato di 40.512 yen al grammo, le droghe sequestrate valevano circa 357 milioni di yen, ovvero circa 2 milioni di euro. Oltre alla pena detentiva, Nathan è tenuto a lavorare durante la sua incarcerazione per pagare una multa di 5 milioni di yen, equivalente a 27.500 euro.

La sua sentenza include condizioni severe all'interno dell'ambiente carcerario ad alto muro, dove i detenuti sono separati dalle loro famiglie e limitati a sole due visite al mese. Il verdetto è stato emesso dopo sette udienze tenute nella sala 818 del tribunale di Tokyo, sottolineando la determinazione del sistema giudiziario di combattere il commercio di droga in escalation.

Fonti: Le Monde International.