Il Parlamento svedese ha respinto la leader del Partito di Centro, Elisabeth Thand Ringqvist, come prima ministra, prolungando lo stallo politico seguito alle elezioni parlamentari di metà settembre. Il risultato era atteso, ma dopo due mesi gli sforzi per formare un nuovo governo restano bloccati.

Il Partito di Centro ha vinto di misura le elezioni del 13 settembre, nell’ambito di un blocco di opposizione di centrosinistra che comprende anche i Socialdemocratici, il Partito della Sinistra e i Verdi. I quattro partiti non sono riusciti a trovare un accordo su un governo con il sostegno della maggioranza. Un punto cruciale della disputa riguarda l’assegnazione di incarichi ministeriali al Partito della Sinistra: secondo il partito, sono necessari perché possa partecipare, mentre il Partito di Centro li ha esclusi.

La socialdemocratica Magdalena Andersson aveva già tentato più volte, senza successo, di unire il blocco ed era stata a sua volta respinta in una votazione per la carica di prima ministra. Il presidente del Parlamento può proporre candidati per un massimo di quattro votazioni. Se il quarto candidato viene respinto, devono essere indette nuove elezioni.

Il presidente del Parlamento ha dichiarato che Ulf Kristersson, leader del Partito Moderato e primo ministro dal 2022, avrà la prossima opportunità di formare un governo. La sua votazione sarà il terzo dei quattro tentativi possibili.

I Socialdemocratici, i Verdi, il Partito della Sinistra e il Partito di Centro detengono complessivamente 176 seggi nel nuovo Parlamento. La precedente alleanza di Kristersson, che comprendeva i Democratici Svedesi, ne ha 173. In Svezia, in passato, la formazione del governo ha richiesto tempi lunghi: i negoziati successivi alle elezioni del 2018 sono durati 134 giorni.

Fonti: Der Spiegel.