Mada Masr, un'agenzia di notizie indipendente in Egitto, sta affrontando un'offensiva giudiziaria senza precedenti che minaccia la sua stessa sopravvivenza. Riconosciuta a livello internazionale come una fonte precisa e imparziale di informazioni sul paese e sulla regione, l'organizzazione mediatica rappresenta uno dei pochi spazi rimasti per la libertà di espressione in una nazione dove un regime guidato dall'esercito ha sistematicamente eliminato i poteri contrapposti.
L'11 novembre, Lina Attalah, fondatrice e direttrice responsabile di Mada Masr, comparirà davanti a un tribunale penale. Si trova ad affrontare una potenziale condanna detentiva fino a un anno. Questo procedimento legale segna la prima volta dalla fondazione del portale nel 2013, alla vigilia del colpo di stato che ha portato al potere il presidente Abdel Fattah Al-Sissi, che Attalah o l'organizzazione mediatica siano stati presi di mira da procedimenti giudiziari.
Ad Attalah sono state mosse accuse di "diffusione di informazioni false" e "gestione di un sito internet senza accreditamento". Quest'ultima infrazione comporta una potenziale multa di 2 milioni di sterline egiziane, equivalenti a circa 32.200 euro. L'offensiva legale è iniziata il 21 ottobre quando Attalah è stata convocata dal procuratore generale per la sicurezza dello stato, un ramo dei servizi di intelligence dell'Egitto.
Sebbene sia stata rilasciata dopo poche ore, ad Attalah è stato successivamente comunicato che sarebbe stata rinviata a giudizio il 27 ottobre per mancanza di accreditamento. Questa rapida progressione attraverso il sistema giudiziario egiziano è stata descritta come eccezionale per velocità. Il portale continua a operare sotto queste pressioni mentre attende la prossima sentenza.
Fonti: Le Monde International.