Il primo ministro belga Bart De Wever ha presentato le proprie dimissioni al re Filippo lunedì, dopo che i negoziati all’interno della coalizione di governo si sono interrotti a causa del bilancio federale per il 2027. Il re ha lasciato la decisione in sospeso e avvierà consultazioni con i presidenti dei partiti che sostengono il governo prima di ricevere nuovamente De Wever venerdì.

Il Palazzo Reale ha dichiarato che il re si rammaricava dell’assenza di un accordo in grado di garantire al Belgio un bilancio credibile e adeguato alle sfide che il Paese deve affrontare. Ha inoltre avvertito che il Belgio non può permettersi una crisi politica prolungata e ha esortato tutti i partiti a anteporre l’interesse generale e il compromesso alle loro divergenze.

La controversia immediata riguarda un piano di consolidamento da 10 miliardi di euro entro il 2029, che secondo De Wever è necessario per ridurre il deficit del Belgio. Il piano si baserebbe principalmente su tagli alla spesa pubblica, compresa la sanità, e prevederebbe anche un aumento dell’imposta sul valore aggiunto.

Il Movimento Riformatore, il partito liberale francofono della coalizione centrista di destra composta da cinque partiti, si oppone fermamente a ulteriori aumenti delle tasse, sostenendo che aggraverebbero l’inflazione. I colloqui sul bilancio si svolgono inoltre dopo mesi di mobilitazione sindacale contro le misure di austerità.

De Wever, un conservatore fiammingo, guida la coalizione dal febbraio 2025. Lo stesso tipo di stallo aveva portato a un’offerta di dimissioni un anno fa, che il re Filippo aveva respinto. Finora De Wever ha inoltre escluso un bilancio d’emergenza basato sulla spesa dell’anno precedente, un meccanismo noto in Belgio come dodicesimi provvisori.

Fonti: Le Figaro.