Il settore della musica dal vivo in Italia ha dimostrato una notevole resilienza nel 2025, generando un impatto economico stimato in 4,3 miliardi di euro nonostante le continue controversie riguardanti l'aumento dei prezzi dei biglietti, delle commissioni di prenotazione e delle tariffe alberghiere predatorie. Uno studio condotto dall'Università di Pisa per l'organismo di categoria Assoconcerti evidenzia che la devozione dei fan rimane intatta, con il settore che raggiunge livelli senza precedenti alimentato da eventi su larga scala in stadi, ippodromi e fiere.
La ricerca ha analizzato i dati della stagione concertistica del 2025, caratterizzata da importanti artisti internazionali e nazionali come Bruce Springsteen, Dua Lipa, Linkin Park, Ed Sheeran, Vasco Rossi, Geolier e Zucchero. I risultati indicano che, sebbene il numero di spettacoli sia aumentato in modo modesto dello 0,7%, l'affluenza è cresciuta significativamente del 9,3%. Di conseguenza, il valore economico totale è aumentato dell'18,5%, con la spesa del pubblico che ha superato per la prima volta i 1,06 miliardi di euro. Questi dati sono stati presentati al Ministero della Cultura durante la terza edizione della conferenza "Musica Popolare dal Vivo: Dati e Prospettive", che ha inoltre rilevato oltre 11 milioni di pernottamenti legati a questi eventi.
Le 64 aziende associate ad Assoconcerti hanno svolto un ruolo centrale in questi risultati. Sebbene abbiano organizzato solo il 5% degli eventi nazionali, hanno attratto 11,3 milioni di spettatori, rappresentando il 43% del pubblico totale, e hanno generato 729,6 milioni di euro di spesa, corrispondenti al 69% dei ricavi del settore. La loro dominanza è ancora più marcata nel segmento su larga scala, dove hanno organizzato l'83% dei concerti con capienza superiore a 10.000 posti, catturando l'88% dell'affluenza e il 93% della spesa in tale categoria.
Gli effetti economici a catena sono stati significativi nei principali territori italiani. Un'analisi di 42 concerti in sei località ha calcolato un impatto combinato di 388 milioni di euro guidato da 1,1 milione di spettatori, con 278 milioni di euro attribuiti alla spesa non legata ai biglietti per cibo, alloggio e trasporti. Roma ha registrato un impatto di circa 117 milioni di euro derivante da sette grandi eventi, tra cui le esibizioni di Ed Sheeran e Kendrick Lamar & SZA, insieme a un aumento del 15,3% dell'affluenza cittadina. Milano ha generato una stima di 96,6 milioni di euro da cinque eventi con Bruce Springsteen e Linkin Park, mentre Napoli ha visto un aumento del 42,5% dell'affluenza con un impatto di circa 73,2 milioni di euro. Firenze ha sperimentato un'impennata del 78,6% negli arrivi turistici a seguito di tre eventi di Vasco Rossi e Green Day, generando 53,5 milioni di euro.
Anche i festival estivi hanno contribuito in modo sostanziale, con il Lucca Summer Festival che ha generato circa 44 milioni di euro e La Prima Estate a Lido di Camaiore che ne ha prodotti circa 4,15 milioni, dove la spesa media per partecipante ha raggiunto i 406 euro. Bruno Sconocchia, presidente di Assoconcerti, ha notato che il fan medio ha speso circa 160 euro oltre al prezzo del biglietto, una cifra che sale a 700 euro per i visitatori internazionali.
In risposta a questi dati, i leader del settore stanno chiedendo una politica industriale dedicata sostenuta da un aumento dei finanziamenti. Sconocchia ha sottolineato che, sebbene sia stato istituito un fondo dedicato nella Legge di Bilancio 2026, la priorità ora è rafforzare questo meccanismo, con l'obiettivo di aumentare la sua allocazione annuale ad almeno 5 milioni di euro dal 2027, con un obiettivo a lungo termine di raggiungere i 10 milioni di euro.
Fonti: La Repubblica.