Il sindaco di Lione Grégory Doucet e il suo gruppo ecologista hanno affrontato significative critiche la scorsa settimana dopo essersi astenuti da una votazione alla Metropoli di Lione riguardante un pacchetto di sussidi da 10 milioni di euro. I fondi erano destinati ai commercianti che avevano subito danni durante le rivolte verificatesi il 17 ottobre. Il Grand Cœur lyonnais, la coalizione di maggioranza composta da politici di destra e centrodestra nella metropoli, ha condannato fermamente la decisione. Hanno sostenuto che gli ecologisti hanno permesso al dogmatismo di prevalere sul pragmatismo, notando che, sebbene abbiano espresso pubblicamente sostegno ai commercianti davanti alle telecamere, alla fine si sono rifiutati di votare le risorse necessarie per assisterli. La coalizione ha descritto l'astensione come incomprensibile e simile a un abbandono dei proprietari di attività colpiti.

In risposta a quattro giorni di critiche e a numerose domande da parte dei residenti, il sindaco Doucet è ricorso ai social media per spiegare la sua posizione. Ha sottolineato che l'astensione non era un rifiuto di aiutare i commercianti, ma piuttosto una scelta strategica per segnalare che il suo gruppo non convalida il meccanismo proposto nella sua forma attuale. Doucet ha evidenziato un difetto specifico nel piano: la metropoli intendeva fornire un maggiore sostegno alle imprese situate in settori dotati di videosorveglianza. Il sindaco ha etichettato questa misura come perfettamente ingiusta, affermando che tutti i commercianti vittime dei saccheggi meritano un supporto uguale indipendentemente dalla loro posizione.

Doucet ha ulteriormente difeso la sua posizione sottolineando la realtà degli eventi del 17 ottobre, affermando che la presenza di telecamere nelle strade non è riuscita a prevenire decine di casi di saccheggio. Astenendosi, il gruppo ecologista mirava a rifiutare un sistema che considerava discriminatorio, piuttosto che trattenere il sostegno dai commercianti stessi.

Fonti: Le Figaro.