Il tenente colonnello Flavio Favari, unico sopravvissuto della squadra medica a bordo dell’elicottero militare precipitato in Bosnia, ha detto di considerare un miracolo il fatto di essere ancora vivo. Ricoverato in un ospedale di Tuzla, Favari ha ricordato soltanto un violento impatto durato pochi secondi.

Favari, ufficiale medico e terzo membro della squadra Medevac della Croce Rossa Italiana, ha ringraziato coloro che lo hanno sostenuto dopo l’incidente. Ha espresso in particolare la propria gratitudine ai rappresentanti della Società della Croce Rossa della Bosnia ed Erzegovina che sono andati a trovarlo, al ministro della Difesa Guido Crosetto e al presidente della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro.

Tra gli altri feriti c’è Pietro Bersaglia, di Ischia di Castro, in provincia di Viterbo. Sua sorella, Elisa, ha ringraziato l’opinione pubblica per il sostegno in un messaggio condiviso sui social media. Ha descritto la sopravvivenza della famiglia come un’altra immensa fonte di speranza, ha espresso solidarietà alle famiglie delle quattro vittime e ha augurato agli altri feriti una pronta guarigione.

Gli investigatori stanno continuando a ricostruire gli ultimi momenti del volo e a determinare le cause dell’incidente. Le salme delle quattro vittime dovrebbero rientrare in Italia a bordo di un aereo militare, che atterrerà all’aeroporto di Roma-Ciampino. I deceduti sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, insieme al tenente Franco Adriano Zecchillo e al sergente Laura Procacci del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

Anche Procacci è stata ricordata in un video condiviso dall’influencer Daniel Sorza, noto per fotografare persone in uniforme. Il video mostrava Sorza mentre deponeva in un luogo commemorativo a Roma un ritratto stampato di Procacci, da lui realizzato durante una parata il 30 maggio 2026. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condiviso il video sui social media e ha ringraziato Sorza per il suo lavoro e per le storie raccontate attraverso le sue immagini.

La Croce Rossa Italiana ha allestito uno spazio commemorativo presso la cappella della caserma Luigi Pierantoni a Roma per Zecchillo e Procacci. Il luogo è aperto al pubblico per la preghiera e l’omaggio, nonché per mostrare sostegno alle famiglie delle vittime, ai loro colleghi e alla più ampia comunità della Croce Rossa Italiana.

Fonti: La Repubblica.