Donato Ferdori, insegnante di storia e filosofia di 56 anni presso il liceo Anco Marzio di Ostia, è detenuto nel carcere di Givon, a Ramla, in Israele, dopo il suo arresto in Cisgiordania il 29 ottobre. È stato fermato nel villaggio di al-Lubban al-Gharbi, a nord-ovest di Ramallah.

Ferdori si trovava in Cisgiordania dal 25 settembre e partecipava alle iniziative organizzate dall’International Solidarity Movement per sostenere i coltivatori locali durante la raccolta delle olive. Secondo una dichiarazione dell’organizzazione, è stato arrestato insieme ad altri 13 attivisti provenienti da Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Germania, Irlanda e Svezia.

Secondo quanto riferito, gli altri attivisti sono stati imbarcati su voli per la deportazione oppure sono in attesa di partire. Ferdori, nato a Bologna e insegnante a Roma, rimane sotto custodia israeliana dopo aver rifiutato la deportazione.

L’International Solidarity Movement ha inoltre descritto il trattamento riservato agli attivisti detenuti, affermando che quelli identificati come uomini sono stati ammanettati e incatenati alle caviglie. Alcuni sarebbero stati immobilizzati a coppie, costretti a spogliarsi fino alla biancheria intima e trattenuti in una cella di massima sicurezza prima di essere trasferiti.

La notizia ha suscitato manifestazioni di sostegno a Ostia. Ostia Antifascista ha chiesto l’immediato rilascio di Ferdori e ha dichiarato che la sua famiglia e la comunità locale stavano affrontando la situazione con preoccupazione. Il gruppo ha inoltre sollecitato il governo italiano ad adottare misure concrete in suo favore.

L’Anco Marzio Alien Collective ha dichiarato che gli studenti della scuola e di tutta la zona avevano espresso “assoluta solidarietà” al loro insegnante. Il gruppo ha elogiato il suo attivismo e i suoi sforzi per attirare l’attenzione sulla causa palestinese, affermando di ritenere inaccettabile rimanere in silenzio di fronte a quella che ha descritto come un’ingiustizia in corso.

Fonti: La Repubblica.