Quattro giorni dopo un'aggressione nel centro di Rouen, Helena, una studentessa il cui nome è stato modificato per proteggere la sua identità, porta ancora segni visibili dell'attacco. Il suo occhio sinistro rimane gonfio con un grave ematoma, a testimonianza dei colpi ricevuti nel pomeriggio di sabato 24 ottobre. L'incidente si è verificato durante una manifestazione organizzata nell'ambito della seconda fase di una mobilitazione nazionale lanciata il 17 ottobre nella capitale della regione della Normandia.

Helena attribuisce la violenza a un gruppo di militanti di estrema destra, composto da diverse decine di nazionalisti e attivisti identitari che hanno ingaggiato risse per strada con altri manifestanti, inclusi gli antifascisti. Ha descritto come abbia dovuto affrontare un gruppo che li ha insultati e minacciati mentre portavano sedie di metallo, bottiglie e barre di ferro. Sebbene abbia ammesso di aver risposto con insulti e provocazioni, ha espresso la paura che la situazione potesse essere girata contro di lei.

Secondo il racconto di Helena, il gruppo alla fine si è scagliato contro di loro. Una persona l'ha abbattuta a terra, seguita da un'altra che le ha colpito il viso. L'evento ha portato a una denuncia formale contro 'Gros Lardon', una figura locale ben nota all'interno del movimento identitario, per la sua presunta partecipazione a questi atti violenti.

Fonti: Le Monde.