L'economia della Germania ha registrato un tasso di crescita dello 0,2% nel terzo trimestre, secondo i dati pubblicati venerdì dall'Ufficio federale di statistica. Nei decenni precedenti, una cifra così modesta sarebbe stata accolta con rassegnazione, ma dopo un periodo dal 2023 al 2025 caratterizzato da alta inflazione, energia costosa e deboli esportazioni industriali, questo risultato è ora considerato un traguardo. La domanda centrale rimane se ciò segni l'inizio di una vera ripresa o sia semplicemente una lieve fluttuazione.
Jörg Krämer, economista capo della Commerzbank, ha notato che il prodotto interno lordo è aumentato nonostante l'aumento dei prezzi dell'energia e i bassi livelli dell'acqua nel Reno che hanno colpito l'industria. Egli prevede una crescita moderata continuativa. Tuttavia, Dirk Schumacher, economista capo della banca statale KfW, ha evidenziato un problema critico: il calo degli investimenti significa che l'economia non può ancora essere descritta come in fase di ripresa autosostenuta.
I dati sul mercato del lavoro pubblicati dall'Agenzia federale per l'impiego hanno mostrato che il numero di disoccupati in Germania è sceso a 2,955 milioni nell'ottobre. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,1 punti percentuali, attestandosi al 6,3%. Nonostante questo miglioramento, Andrea Nahles, capo dell'agenzia, ha dichiarato che le condizioni economiche rimangono insufficienti per una ripresa robusta del mercato del lavoro, notando che il calo è stato relativamente debole per un mese di ottobre.
I fattori positivi includono miliardi di spesa governativa annuale per infrastrutture e difesa, insieme a una recente ripresa delle esportazioni guidata dalla domanda globale di macchinari e apparecchiature elettriche. Le aziende tedesche hanno beneficiato in particolare della costruzione di data center per l'intelligenza artificiale. Inoltre, l'indice del clima degli affari Ifo è salito a 90,2 punti nell'ottobre, segnando il sesto aumento consecutivo. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita per la Germania quest'anno, portandole dallo 0,7% all'1,3%. Nel frattempo, Eurostat ha riferito che l'economia della zona euro è cresciuta in modo sorprendentemente forte dello 0,4% nel terzo trimestre.
Su scala globale, l'economia mondiale sta crescendo più velocemente di quella tedesca. Nonostante sfide come il conflitto iraniano, la guerra della Russia contro l'Ucraina e politiche commerciali erratiche da parte di Donald Trump, il FMI proietta una crescita reale globale del 3,1% per il 2026 e del 3,4% per il 2027. Gli Stati Uniti rimangono il principale motore di crescita tra le grandi nazioni industriali, con previsioni di crescita del 2,3% sia per il 2026 che per il 2027.
Per quanto riguarda la stabilità dei prezzi, il tasso di inflazione della Germania si è attestato al 2,8% nell'ottobre, in calo dal 3,3% di settembre, secondo l'Ufficio federale di statistica. Tuttavia, ci si aspetta che l'inflazione annuale rimanga significativamente superiore all'obiettivo della Banca Centrale Europea, con la Bundesbank che prevede un tasso del 2,9% per il 2026.
Fonti: Süddeutsche Zeitung.