Il Federal Bureau of Investigation ha dichiarato sabato che la Corea del Nord era dietro l'attacco hacker a Binance avvenuto all'inizio di questa settimana, segnando il primo riconoscimento ufficiale dell'implicazione del regime in quello che è ora considerato il più grande furto di criptovalute nella storia. L'incidente ha portato gli hacker a rubare circa 6 miliardi di dollari dalla più grande exchange di criptovalute al mondo, una somma che rappresenterebbe il furto più significativo attribuito alla criminalità informatica nordcoreana negli ultimi anni.

Nonostante sia una nazione povera e pesantemente sanzionata, la Corea del Nord ha coltivato un'élite di hacker in grado di eseguire operazioni da miliardi di dollari. I funzionari della sicurezza hanno a lungo avvertito che questi attacchi informatici stanno diventando sempre più sofisticati, con i fondi rubati utilizzati per sostenere i programmi militari e delle armi nucleari del paese. Un panel delle Nazioni Unite ha riferito nel 2024 che tali attività informatiche hanno generato circa la metà delle entrate in valuta estera del regime, per un importo di miliardi di dollari.

L'FBI ha accusato specificamente l'unità hacker nordcoreana nota come TraderTraitor di aver portato avanti l'attacco a Binance. Le società di ricerca sulle criptovalute hanno notato che l'operazione ha utilizzato modelli di riciclaggio di asset precedentemente non visti nel settore. L'ufficio ha anche osservato attori di questo gruppo convertire gli asset rubati in Ethereum dopo la violazione.

Binance ha inizialmente suggerito che gli hacker potrebbero aver compromesso il laptop di un ingegnere per facilitare prelievi non autorizzati, ma un aggiornamento del venerdì ha indicato che l'azienda aveva identificato punti di ingresso aggiuntivi. In risposta alle accuse, la Corea del Nord ha negato qualsiasi coinvolgimento. Kim Yo-jong, sorella del leader Kim Jong-un, ha respinto le affermazioni come una "provocazione politica" in un commento pubblicato martedì sui media statali. Ha inoltre accusato gli Stati Uniti di tentare di influenzare ingiustamente l'opinione pubblica internazionale contro il suo paese, che storicamente non ha mai rivendicato la responsabilità per grandi furti informatici.

Gli esperti concordano sul fatto che la Corea del Nord sia ora una delle minacce informatiche più capaci e significative a livello globale. Alimentata da un flusso di studenti di programmazione di prim'ordine, le unità hacker del regime hanno passato anni a penetrare banche e aziende mentre capitalizzavano l'ascesa dei mercati delle criptovalute.

Fonti: The New York Times World.