Solo il 12% degli agricoltori in Europa ha meno di 40 anni, secondo i dati citati durante un evento per l’anniversario dell’Institut Agrícola Català de Sant Isidre (Iacsi). L’associazione ha avvertito che la mancanza di giovani che entrano nel settore agricolo solleva interrogativi su chi coltiverà la terra, si prenderà cura del bestiame e gestirà le foreste in futuro.
Durante una cerimonia presso la sede del Foment del Treball, i dirigenti dell’Iacsi hanno affermato che il settore deve recuperare il proprio valore economico e territoriale per attrarre i giovani. Il presidente dell’associazione, Josep Maria Mateu, ha sostenuto che considerare le aree rurali come l’opposto delle città è stato un errore e ha affermato che la campagna può offrire opportunità e restare un luogo vivace in cui vivere e lavorare.
Mateu ha inoltre chiesto meno ostacoli agli investimenti, affermando che occorre conciliare gli obiettivi di sostenibilità ambientale ed economica. Ha sollecitato una revisione della Politica agricola comune dell’Unione europea, sostenendo che non dovrebbe favorire gruppi di interesse che contribuiscono a mantenere bassi i prezzi alla produzione agricola.
Baldiri Ros, presidente onorario dell’associazione, ha affermato che il settore dovrebbe puntare non soltanto a sopravvivere, ma anche a innovare e competere. Nello stesso evento, il presidente del Foment del Treball, Josep Sánchez Llibre, ha chiesto meno burocrazia amministrativa, maggiore certezza giuridica, più disponibilità di acqua e infrastrutture che sostengano la sostenibilità ambientale.
Manuel Pimentel, ingegnere agrario ed ex ministro del Lavoro e dell’Economia sociale, ha sottolineato il ruolo del settore alimentare nella storia della Spagna. Ha affermato che l’aumento dei prezzi degli alimenti può provocare malcontento tra la popolazione, ma anche aiutare l’agricoltura a riconquistare il riconoscimento che ha perso.
Fonti: La Vanguardia.