L’Iran ha dichiarato lunedì che riaprirebbe lo Stretto di Hormuz entro due giorni se gli Stati Uniti accettassero una serie di richieste, dopo una settimana di negoziati intensificati volti a evitare una ripresa della guerra.

Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che le condizioni includevano la revoca delle sanzioni statunitensi contro l’Iran e lo sblocco di miliardi di dollari di beni iraniani congelati. Le proposte arrivano mentre i mediatori qatarioti lavorano per negoziare all’ultimo momento un accordo tra Teheran e Washington.

Le richieste sembrano difficili da accettare per l’amministrazione Trump. I commenti di Baghaei sono arrivati poche ore dopo che il presidente Trump aveva dichiarato durante un comizio elettorale che alla fine avrebbe potuto decidere di dare all’Iran “il martello” se i due Paesi non fossero riusciti a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra.

L’Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz dopo che le forze statunitensi e israeliane hanno attaccato il Paese a febbraio. La via d’acqua è una rotta fondamentale per le spedizioni di petrolio e gas dal Golfo Persico, e la sua chiusura ha sconvolto i mercati energetici e continuato a pesare sull’economia globale.

Nel frattempo, funzionari militari americani e israeliani stanno preparando piani per possibili nuovi attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato statunitensi di questa settimana. I leader iraniani hanno avvertito che un altro attacco porterebbe le loro forze ad ampliare la portata dei propri obiettivi. Stanno inoltre valutando pubblicamente il ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare, che vieta lo sviluppo di armi nucleari.

Fonti: The New York Times World.