La Francia ha ampiamente decarbonizzato la propria produzione di elettricità, ma dipende ancora da petrolio e gas per riscaldare gli edifici, alimentare i trasporti e far funzionare l’industria. I leader di importanti ONG impegnate nell’accesso all’energia e nella transizione ecologica affermano che questa lacuna dovrebbe essere affrontata nel dibattito in vista delle elezioni presidenziali del 2027.

In un editoriale pubblicato su Le Monde, indicano nella COP31, in programma ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre, un’occasione per portare la questione in primo piano. La presidenza turca ha posto l’elettrificazione tra le priorità e punta ad aumentare la quota dell’elettricità nel consumo finale globale di energia dal 20% al 35% entro il 2035.

Il terzo piano energetico pluriennale della Francia, adottato a febbraio, fissa l’obiettivo di portare la quota dell’elettricità nel consumo finale di energia del Paese dal 27% del 2023 al 38% nel 2035. Punta inoltre a ridurre la quota dei combustibili fossili dal 58% al 29%.

Per raggiungere questi obiettivi serviranno politiche pubbliche e investimenti che aiutino famiglie, imprese e autorità locali a passare all’elettricità. Il piano prevede di ridurre la domanda di energia e sostituire le caldaie a gas e a petrolio, i veicoli con motore a combustione e i processi industriali basati sui combustibili fossili con alternative elettriche pulite.

Il decreto che istituisce il piano consente di avviare nel 2027 una revisione semplificata, anche per adeguare lo sviluppo delle energie rinnovabili alla domanda di elettricità e alla capacità di produzione a basse emissioni di carbonio. I leader delle ONG affermano che ciò assegna al prossimo presidente un ruolo decisivo nel definire l’indirizzo energetico della Francia per il decennio successivo e sostengono che la questione meriti un dibattito nazionale.

Fonti: Le Monde.