Martedì 3 novembre, dopo settimane di stallo, il Tribunale costituzionale polacco ha approvato il proprio bilancio per il 2027. Il voto non ha risolto la crisi dell’istituzione, diventata un punto focale del conflitto politico tra il campo di centrodestra del primo ministro Donald Tusk e il partito nazionalista di opposizione Diritto e Giustizia (PiS), al governo dal 2015 al 2023.
Con le elezioni parlamentari fissate per il 2027, la lotta per il controllo della Corte si è progressivamente estesa oltre il suo ruolo formale. La disputa riguarda, in parte, le nomine giudiziarie effettuate da quando Tusk è entrato in carica tre anni fa. Il presidente Karol Nawrocki e il presidente del Tribunale Bogdan Swieczkowski, entrambi vicini al PiS, non hanno riconosciuto i giudici nominati in quel periodo.
Venerdì 30 ottobre, la giudice Anna Korwin-Piotrowska ha sospeso dalle loro funzioni Swieczkowski e il vicepresidente della Corte, adducendo il mancato adempimento delle loro responsabilità. La decisione ha accresciuto le tensioni all’interno del Tribunale, dove i due schieramenti politici restano arroccati su posizioni contrapposte.
Fonti: Le Monde International.