Una petizione che chiede di «rimuovere CNews dalla radiodiffusione francese» ha superato lunedì 2 novembre le 500.000 firme, aprendo la possibilità di un dibattito all’Assemblea Nazionale. Secondo il regolamento dell’Assemblea, può essere organizzato un dibattito sulla base di una relazione riguardante una petizione firmata da più di mezzo milione di persone.
La soglia non fa scattare automaticamente un dibattito parlamentare. Una commissione deve prima decidere se archiviare la petizione oppure esaminarla e preparare una relazione. A luglio, i deputati avevano archiviato una precedente petizione che aveva anch’essa superato le 500.000 firme.
Lanciata a giugno da un privato cittadino, la petizione che chiede la chiusura di CNews ha registrato un forte aumento del sostegno alla fine di ottobre, dopo essere rimasta al di sotto delle 100.000 firme digitali. CNews, che appartiene al gruppo Canal+, ha dichiarato che non avrebbe commentato quella che ha definito una petizione politica.
Il canale viene regolarmente accusato di promuovere posizioni e temi dell’estrema destra. CNews respinge tali accuse e afferma di difendere la libertà di espressione. La petizione descrive l’emittente come una «macchina di propaganda» piuttosto che come un canale d’informazione.
Le critiche si sono intensificate dopo un attacco razzista a Trappes e La Verrière il 23 ottobre. Secondo il procuratore nazionale antiterrorismo, il sospetto, di 39 anni, ha detto alla polizia di aver preso di mira persone dall’aspetto musulmano, africano o nordafricano. Alcune personalità della sinistra, tra cui il sindaco di Trappes Ali Rabeh, hanno accusato i mezzi d’informazione, in particolare CNews, di contribuire a un clima che stigmatizza gli immigrati e le persone provenienti da contesti migratori.
A giugno, l’autorità francese di regolamentazione dell’audiovisivo ha formalmente ammonito CNews per quello che ha definito uno «squilibrio manifesto e duraturo» nell’espressione delle diverse correnti di pensiero e di opinione sul canale, inclusa la copertura dell’immigrazione e dell’Islam come presunte minacce alla società francese.
Le troupe di CNews, in particolare quelle che lavorano a «100% Frontières», hanno inoltre dovuto affrontare ostilità durante le recenti manifestazioni sociali e studentesche. Il canale ha ritrasmesso le immagini di quegli episodi. La sede parigina di CNews e di Europe 1 è stata presa di mira da circa 100 persone il 17 ottobre, un evento che le due testate hanno condannato come un atto d’intimidazione.
Fonti: Le Monde.