Una petizione ufficiale che chiede la chiusura dell’emittente televisiva francese CNews ha superato le 600.000 firme, più di quattro mesi dopo il suo lancio. L’iniziativa accusa l’emittente di promuovere idee razziste e potrebbe ora essere presa in considerazione dall’Assemblea nazionale francese.
Il numero di firme è aumentato rapidamente dopo una sparatoria avvenuta il 23 ottobre a Trappes, vicino a Parigi. L’attacco, attribuito a Kevin T. e oggetto di un’indagine per crimine razzista, ha ucciso Pengo Bossio Wangi, un giovane francese di origine africana, e ferito diverse altre persone, tra cui una ragazza di 12 anni.
Dopo la sparatoria, i partiti francesi di sinistra hanno accusato il partito di estrema destra Rassemblement National di Marine Le Pen di contribuire a un clima di odio nei confronti degli immigrati e dei loro discendenti. Hanno inoltre criticato il ruolo di CNews, di proprietà del magnate conservatore dei media Vincent Bolloré, nella diffusione di idee razziste e xenofobe.
Pubblicata sul sito ufficiale dell’Assemblea nazionale, la petizione afferma che CNews “non è un canale di informazione, ma una macchina di propaganda”. Cita inoltre i 630.000 euro di multe inflitte all’emittente dalle autorità di regolamentazione francesi dal 2019, descrivendo la somma come un record nel settore audiovisivo francese.
La petizione ha inoltre riacceso le critiche a una trasmissione del marzo 2026 in cui lo psicologo Jean Doridot paragonò Bally Bagayoko, sindaco di Saint-Denis e uomo di origine maliana, a una “scimmia” e a un “capo tribale”.
Secondo il regolamento dell’Assemblea nazionale, una petizione che riceva più di 500.000 firme provenienti da almeno 30 dipartimenti o comunità d’oltremare può avviare un processo che porti a un dibattito in aula. La prima decisione, tuttavia, spetterà alla Commissione per gli Affari culturali e l’Istruzione, che potrà scegliere di esaminare la petizione o archiviarla.
Anche se la petizione venisse esaminata dal parlamento, ciò non comporterebbe la chiusura di CNews. Queste iniziative cittadine mirano ad attirare l’attenzione su una questione specifica, piuttosto che a imporre direttamente una misura di questo tipo.
Fonti: Observador.