Parti della sinistra americana, a lungo dominate da un discorso incentrato sulle minoranze, mostrano un rinnovato interesse per il pensiero marxista e riportano il proprio focus analitico sulla disuguaglianza economica, secondo un rapporto. Il cambiamento è descritto come alimentato in parte dal senatore Bernie Sanders e dal sindaco di New York Zohran Mamdani, con l'obiettivo di porre la disuguaglianza economica al centro del dibattito.
Segnali di ansia tra i repubblicani e alcuni democratici sono visibili al Congresso. Nel novembre 2025, la Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione che denunciava gli «orrori del socialismo». Il 1° settembre, un'altra risoluzione condannava «il socialismo in tutte le sue forme», citando in particolare i Democratic Socialists of America (DSA), la principale organizzazione socialista del Paese. Nessuno dei due testi ha forza di legge, ma riflettono la preoccupazione per quello che il rapporto definisce il ritorno del «pericolo socialista».
L'influenza della DSA è stata rafforzata da Mamdani, membro di lunga data eletto sindaco di New York alla fine del 2025. Nel suo discorso di insediamento di gennaio, ha dichiarato di voler sostituire «la freddezza del feroce individualismo con il calore del collettivismo». Nel corso dell'anno, 123 candidati sostenuti dalla DSA hanno vinto le primarie a tutti i livelli, tra cui 19 aspiranti al Congresso, un risultato che il rapporto paragona all'ascesa del Tea Party nel 2010 all'interno del Partito Repubblicano.
La rivista di sinistra The Nation li chiama «gli insorti». Scrive che l'onda che ha attraversato gli Stati Uniti in primavera e in estate, con un forte aumento della partecipazione degli elettori e solidi risultati alle primarie per giovani candidati che sfidano i titolari, non sta indebolendo il Partito Democratico. Al contrario, secondo il rapporto, sta dando al partito un nuovo slancio.
Fonti: Le Monde International.