Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, tra ottobre e dicembre si prevede che quasi 5,5 milioni di persone in Somalia dovranno affrontare la fame. La crisi è aggravata da 35 anni di conflitti e sfollamenti della popolazione, dalle recenti emergenze climatiche e dal crollo degli aiuti umanitari.

Nell’ospedale centrale di Kismayo, la capitale del Jubaland, nel sud della Somalia, i bambini ricevono cure d’emergenza in un centro di stabilizzazione sostenuto dal Comitato internazionale della Croce Rossa. I pazienti descritti nel rapporto avevano tra i 12 e i 14 mesi e pesavano non più di cinque chilogrammi.

L’unità di terapia intensiva del centro sta curando bambini affetti da malnutrizione acuta grave e da diverse complicazioni, tra cui disidratazione e polmonite. Gli interventi medici comprendono ossigeno, integratori nutrizionali e antibiotici. Una bambina proveniente da una zona rurale a ovest di Kismayo è stata descritta in condizioni critiche al suo arrivo.

Le aree rurali rappresentano il 62% dei casi di malnutrizione, secondo la FAO. L’accesso all’assistenza sanitaria è particolarmente difficile in queste zone a causa della mancanza di infrastrutture e trasporti. Gli spostamenti sono inoltre limitati dal gruppo armato al-Shabaab, che controlla parti delle campagne e può impedire alle famiglie di portare i bambini a ricevere cure.

La crisi è aggravata dai combattimenti in corso nel Jubaland, dove le forze federali stanno conducendo un’offensiva contro al-Shabaab. Gli abitanti hanno riferito che i combattimenti, gli aerei e i bombardamenti hanno distrutto i terreni agricoli e costretto le persone ad abbandonare i loro villaggi.

Le Nazioni Unite stimano che nei prossimi mesi 433.000 bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave. Il piano di risposta umanitaria della Somalia per il 2026 ha ricevuto solo il 15% dei finanziamenti richiesti.

Fonti: RFI.