La Spagna ha guidato un’operazione internazionale di polizia che ha individuato oltre 9.000 link a videogiochi online usati da gruppi violenti per diffondere messaggi estremisti e prendere di mira giovani e minori. Martedì Europol ha dichiarato che la polizia ha chiesto alle aziende tecnologiche di rimuovere i contenuti, condivisi su 47 piattaforme social dedicate ai videogiochi.

I contenuti promuovevano il terrorismo jihadista, oltre all’estremismo violento associato a gruppi di estrema destra, estrema sinistra e anarchici. Alcuni giochi riproducevano immagini e attentati terroristici, permettendo agli adolescenti di assumere il ruolo di membri dei gruppi e simulare attacchi contro agenti di polizia, militari o persone di un’altra razza o religione. Europol ha dichiarato che il materiale mirava ad attirare nuovi membri e sostenitori, compresi i minori.

All’operazione hanno preso parte 16 Paesi europei, nell’ambito del programma Reference Action Days di Europol. La Spagna ha partecipato tramite il Centro d’intelligence contro il terrorismo e la criminalità organizzata (CITCO), che fa capo al Ministero dell’Interno. L’operazione mirava a individuare e, ove possibile, rimuovere i contenuti prodotti o condivisi per promuovere narrazioni terroristiche ed estremiste violente attraverso giochi di ruolo online.

L’iniziativa fa seguito a una precedente operazione svolta nel novembre dell’anno scorso con la partecipazione della Spagna e di altri sette Paesi, che aveva individuato link a giochi violenti: 5.408 con temi jihadisti, 1.070 collegati a contenuti di estrema destra e 105 che incitavano ad attacchi razzisti o xenofobi. Europol ha inoltre riferito che, negli ultimi anni, sette jihadisti su dieci arrestati in Spagna si sono radicalizzati esclusivamente online, tramite social media, app di messaggistica, siti web, forum, chat o piattaforme di gioco.

L’operazione rientra nell’impegno più ampio della Spagna per rimuovere da internet i contenuti pericolosi, avviato nel 2023. I dati del Ministero dell’Interno presentati lo scorso aprile indicavano che, nel corso del 2025, le forze di sicurezza spagnole avevano chiesto la rimozione di 14.411 contenuti violenti online, perlopiù legati all’islamismo radicale e, in misura minore, all’estremismo di estrema destra e alla supremazia bianca. Alla fine è stato rimosso circa il 75% di quel materiale.

Anche quest’anno sono state intraprese altre azioni contro contenuti online. Tra il 19 febbraio e il 3 marzo, le autorità hanno rimosso oltre 1.100 ore di audio violento, costituito principalmente da discorsi di leader jihadisti e da canti islamisti noti come nasheed. A maggio, una distinta operazione ha rimosso 14.200 post online collegati alle Guardie rivoluzionarie iraniane, che, secondo l’articolo, erano state designate dall’Unione europea come organizzazione terroristica.

Fonti: El País Portada.