La sera di sabato 31 ottobre, circa un chilometro separava Rabin Square da Habima Square a Tel Aviv, ma la distanza ideologica tra i due raduni era maggiore. Da un lato c'era una sinistra che sperava in un cambio di governo dopo più di due decenni di dominio politico di Benjamin Netanyahu; dall'altro un fronte che si identificava orgogliosamente con la destra, definendosi "bibiste" o più conservatore.

Il raduno di sinistra è stato convocato da Standing Together, un'organizzazione progressista ebraico-araba, e ha attirato diverse migliaia di persone a Tel Aviv, Gerusalemme, Beersheba, Haifa e Tayibe. I partecipanti includevano ex attivisti di sinistra, anticolonialisti e giovani attivisti, descritti come parte di un'Israele minoritario, istruito e anglofono. I loro slogan includevano "Uguaglianza per tutti" e "Una chiara maggioranza per il cambiamento".

I manifestanti hanno chiesto un'alleanza tra l'opposizione sionista e i partiti arabi, i cui 19 seggi potrebbero spostare gli equilibri alla Knesset, e la formazione di un governo ebraico-arabo. A Tel Aviv, una contro-manifestazione ha respinto qualsiasi partecipazione dei partiti arabi alla vita politica.

Il campo di destra ha chiesto nuove elezioni sulla scia di Netanyahu, il quale ha citato sospetti di frode che non sono stati comprovati. Le mobilitazioni contrapposte hanno sottolineato come l'impasse politica si stia manifestando tanto per strada quanto in parlamento.

Fonti: Le Monde International.