Le tende sono rimaste in Piazza D. João I, a Porto, per parte della notte, dopo le manifestazioni a sostegno del diritto alla casa. Inizialmente la polizia non ha richiesto la rimozione di circa dieci tende, ma i manifestanti le hanno smontate volontariamente intorno alle 4:30, dopo aver ricevuto un avvertimento dagli agenti. Secondo SIC Notícias e CNN Portugal, i dimostranti temevano un nuovo intervento della polizia.

A Lisbona, la Piazza del Rossio era, secondo quanto riferito, quasi vuota; alla base della statua di re Pedro IV erano rimasti soltanto alcuni manifesti della protesta.

Le operazioni di polizia si sono svolte contemporaneamente nelle prime ore di domenica a Porto e Lisbona, dove gli agenti hanno disperso gli accampamenti e rimosso le tende dagli spazi pubblici. A Porto sono stati fermati sette manifestanti e sei a Lisbona. Le operazioni hanno inoltre provocato il ferimento di 13 agenti della PSP e di diversi dimostranti.

I 13 fermati dovevano comparire lunedì in tribunale per un primo interrogatorio giudiziario. I fermati a Porto dovevano essere ascoltati alle 10 presso il Tribunale penale di Porto, mentre quelli di Lisbona erano attesi alle 14 presso il Campus della Giustizia.

Ricardo Sá Fernandes, uno degli avvocati che rappresentano i manifestanti a Lisbona, ha dichiarato che avrebbe presentato una denuncia penale contro il ministro dell’Interno Luís Neves e il direttore nazionale della PSP Pedro Moura, contestando la legalità della risposta della polizia e dell’uso della forza.

Gli sviluppi sono avvenuti mentre il presidente António José Seguro chiedeva al governo e al Difensore civico informazioni dettagliate sulle operazioni di polizia, sui fermati e sui feriti. Era inoltre prevista a Lisbona una riunione del Consiglio di Stato per discutere della coesione sociale, mentre proseguivano le manifestazioni sull’accesso alla casa.

Fonti: Observador.