Javier Milei e personalità vicine al suo governo hanno criticato il deputato brasiliano André Janones dopo il suo arrivo in Argentina, mentre il presidente condivideva sui social media post che accusavano esponenti politici brasiliani di interferire nelle elezioni del Paese.

Janones è arrivato a Buenos Aires lunedì, un anno prima delle prossime elezioni argentine. Ha detto di voler «riprendere alcune delle tecniche» associate alla vittoria di Lula su Flávio Bolsonaro in Brasile. Janones è noto per aver gestito il canale WhatsApp Exército do Lula, che inviava ai sostenitori incarichi per la campagna politica e digitale. In un’intervista all’emittente argentina C5N ha ribadito una delle linee guida del canale: i sostenitori non dovrebbero interagire con contenuti filobolsonaristi sui social media, né tantomeno leggerli, così che le piattaforme li registrino come irrilevanti.

Milei ha ricondiviso su X diversi messaggi critici. Uno affermava che i peronisti chiedevano ai brasiliani di insegnare loro a fare campagna elettorale, sostenendo al contempo di difendere la sovranità nazionale. Un altro, attribuito all’economista Felipe Núñez, definiva i visitatori «lobotomizzati al 100%». L’account Escuela Austríaca de Economía ha descritto gli strateghi elettorali brasiliani come «mercenari» e ha criticato i loro incontri con politici argentini.

Anche l’influencer Daniel Parisini, noto online come Gordo Dan, ha accusato la sinistra argentina di portare in visita esponenti brasiliani per aiutarla a vincere le elezioni. Il ministro degli Esteri Pablo Quirno ha detto che la visita di Janones era prevedibile, mentre il consigliere presidenziale Santiago Caputo ha scritto che la tecnologia non poteva salvare un messaggio scadente. In seguito, Caputo ha augurato buona fortuna ai visitatori nel convincere gli argentini di non essere «un branco di criminali».

Prima di apparire in televisione, Janones ha incontrato l’ex ministro dell’Economia Sergio Massa e l’ex presidente Cristina Kirchner. Massa ha perso il ballottaggio presidenziale del 2023 contro Milei e punta a diventare il candidato dell’opposizione alle elezioni del prossimo anno. Kirchner, presidente dal 2007 al 2015, è agli arresti domiciliari mentre cerca di riottenere i propri diritti politici.

La visita ha inoltre riportato in primo piano un’accusa, ripetuta da Milei senza prove, secondo cui Lula avrebbe finanziato la campagna di Massa del 2023. L’accusa è stata collegata alla presenza nel team elettorale di Massa di professionisti della pubblicità legati al Partito dei Lavoratori brasiliano, insieme a strateghi di altri Paesi. L’economista Pablo Wende ha deriso l’accusa in un post ricondiviso da Milei, suggerendo sarcasticamente che Lula avrebbe finanziato la campagna kirchnerista l’anno prossimo.

La vicenda si è svolta sullo sfondo di una controversia distinta riguardante la presunta partenza per gli Stati Uniti di Flávio Bolsonaro da Puerto Iguazú. I media argentini hanno riferito che Caputo aveva seguito l’operazione e che il giorno seguente era stato fermato a un posto di blocco stradale. Esponenti dell’opposizione hanno chiesto spiegazioni e presentato denunce per un possibile coinvolgimento del governo. Alla domanda se Milei fosse a conoscenza dell’operazione, il portavoce del governo Adrián Ravier ha risposto: «Non lo so», dichiarando che per il governo la questione era chiusa. Ha affermato che non era stata richiesta alcuna estradizione internazionale e che non vi erano state irregolarità nell’ingresso di Flávio Bolsonaro in Argentina né nel suo viaggio verso gli Stati Uniti passando per l’Ecuador.

Il Brasile ha dichiarato di aver convocato giovedì l’incaricata d’affari argentina a Brasilia, María Emilia Cortés, per chiedere spiegazioni, dopo il declassamento delle relazioni seguito agli attacchi di Milei contro esponenti brasiliani. La Casa Rosada ha negato che la convocazione abbia avuto luogo.

Fonti: Folha Mundo.