Monte Alegre, situata nella regione occidentale del Pará, sta attualmente affrontando un'emergenza estrema con 26 incendi boschivi attivi registrati dal municipio. L'avanzata rapida delle fiamme ha sopraffatto le capacità di soccorso locali, costringendo le squadre a modificare la loro strategia. Secondo Jean Vasconcelos, segretario municipale dell'Ambiente, la situazione è critica. Tre abitazioni nelle comunità di Açaizal e Boa Esperança sono già state completamente consumate dal fuoco. Di conseguenza, i pompieri e i volontari si stanno ora concentrando esclusivamente sull'erezione di barriere protettive per prevenire ulteriori distruzioni delle case familiari, invece di tentare di spegnere le fiamme rurali incontrollate.

L'impatto si estende oltre le aree residenziali fino al settore agricolo. I produttori nella zona di Ipixuna hanno segnalato perdite significative, tra cui la morte del bestiame e la distruzione totale dei pascoli, il che ha reso l'allevamento bovino non più praticabile. Inoltre, la densa fumata generata dagli incendi ha provocato un immediato aumento delle visite mediche a Monte Alegre a causa di crisi respiratorie nella popolazione.

La crisi ambientale ha inoltre suscitato allarme nella comunità scientifica riguardo alla sicurezza del patrimonio locale. Claide de Paula Moraes, archeologa e professore presso l'Università Federale dell'Ovest del Pará (Ufopa), ha espresso profonda preoccupazione per il rischio di distruggere siti archeologici conosciuti a livello internazionale per le loro antiche pitture rupestri. L'incendio sta avanzando verso la comunità di Cauçu, situata lungo l'autostrada che collega Santana do Tapará a Monte Alegre. Domenica scorsa, il leader della comunità Tacilo ha coordinato un gruppo di residenti che tentano di controllare un grande incendio boschivo che si avvicina a queste aree storiche. Moraes, che monitora gli sforzi di conservazione insieme a esperti del Museo Emílio Goeldi, ha avvertito che questi siti insostituibili con pitture millenarie sono a grave rischio.

Una task force composta da squadre della Protezione Civile, pompieri volontari, vigili del fuoco civili e militari e funzionari pubblici di vari dipartimenti municipali sta lavorando senza interruzione dal martedì scorso. Gesiel Wallace, coordinatore locale della Protezione Civile, ha identificato i forti venti come un avversario primario, notando che diffondono rapidamente le scintille attraverso la vegetazione seccata da una grave siccità. La Segreteria dell'Ambiente ha annunciato un'indagine sull'origine degli incendi, sospettando possibili azioni intenzionali derivanti dalla combustione incontrollata di terreni e rifiuti.

Fonti: G1.