Russia e Ucraina hanno denunciato lunedì mattina presto attacchi informatici reciproci contro i sistemi utilizzati per diffondere allerte di emergenza al pubblico, secondo quanto riferito dai media e in post sui social media di entrambi i Paesi.
In Russia, l’applicazione mobile del Ministero delle Situazioni di Emergenza è stata attaccata e ha inviato agli utenti notifiche in cui si affermava che testate nucleari erano state lanciate contro ogni regione del Paese, ha riferito il media indipendente Meduza. Il ministero ha confermato l’incidente, affermando che criminali avevano utilizzato il sistema per diffondere in massa informazioni false, ma ha aggiunto che il sistema generale di allerta del Paese non era stato colpito.
Anche il canale indipendente Telegram Astra ha riferito di un attacco contro Beget, un importante fornitore russo di web hosting la cui infrastruttura supporta più di 700.000 domini attivi nel segmento russo di Internet. Down Detector ha registrato numerose segnalazioni relative ai siti web ospitati dall’azienda.
In Ucraina, gli hacker hanno preso di mira l’applicazione mobile per gli allarmi aerei. Gli utenti hanno ricevuto messaggi che avvertivano di radiazioni, attacchi chimici e combattimenti nelle aree urbane. Un messaggio in lingua russa affermava inoltre che un allarme nucleare era stato diramato in tutta l’Ucraina e faceva riferimento al lancio di un missile balistico Oreshnik.
L’Aeronautica militare ucraina ha dichiarato su Telegram che l’applicazione Air Alert era probabilmente stata compromessa. In seguito, l’applicazione ha affermato che non vi era alcun rischio di radiazioni e ha invitato gli utenti a mantenere la calma e a seguire gli aggiornamenti ufficiali.
Il servizio ha dichiarato che soggetti terzi non autorizzati avevano interferito con l’applicazione. Ha disattivato le notifiche push e sospeso temporaneamente le operazioni, aggiungendo che l’app non conservava dati personali e che gli utenti non avrebbero dovuto aprire i link contenuti nelle notifiche sospette.
Gli incidenti hanno fatto seguito a una rivendicazione avanzata il giorno precedente da un gruppo di hacker bielorusso, secondo cui il gruppo aveva violato i server del Servizio federale russo di statistica, noto come Rosstat. Il gruppo ha affermato che l’intrusione aveva interessato circa 25.000 computer e gli aveva dato accesso a 23 terabyte di informazioni sensibili, comprese le perdite militari russe nella guerra in Ucraina.
Fonti: Observador.