Il progetto dell’architetto Nuno Valentim per la ristrutturazione della Quinta de Crasto, sede dell’Associazione Biopolis a Vila do Conde, ha ricevuto il Premio Gulbenkian per il Patrimonio 2026 — Maria Tereza e Vasco Vilalva. Il progetto ha trasformato l’ex tenuta agricola in una struttura scientifica contemporanea, conservandone il carattere rurale e gli edifici storici.
Valentim ha affermato che il sito propone un modello diverso per le tenute agricole, dimostrando che possono essere destinate a usi che vanno oltre la trasformazione in hotel o pensioni. Alla Quinta de Crasto, gli spazi un tempo adibiti alle attività agricole sono stati adattati alla ricerca, alla collaborazione e all’amministrazione.
La casa padronale ospita ora uffici amministrativi, sale riunioni e spazi d’incontro per i ricercatori. Gli ex edifici di deposito ed essiccazione sono stati convertiti in una sala polifunzionale e in sale di ricerca, mentre l’aia è stata trasformata in un luogo d’incontro per gli scienziati. L’ex casa dei lavoratori e i laboratori artigianali sono utilizzati come laboratori a secco, mentre le vecchie stalle sono state convertite in laboratori per le piante. La tenuta comprende anche un laboratorio per la ricerca sul DNA antico.
La giuria ha elogiato il restauro degli edifici, l’approccio multidisciplinare del progetto e il coinvolgimento di Biopolis nel territorio circostante. Ha dichiarato che il centro di ricerca conserva la memoria viva delle funzioni precedenti della tenuta. Valentim ha descritto il progetto come un modo per trasformare un tradizionale complesso rurale in un’infrastruttura dedicata alla conoscenza, alla scienza e al lavoro interdisciplinare.
La giuria ha inoltre proposto tre menzioni d’onore: la ristrutturazione di Casa Cedo a Porto, Casa d’Abreu Neto a Matosinhos e l’ex Telheiro dell’Ospedale psichiatrico Miguel Bombarda di Lisbona, oggi Sala Studio Valentim de Barros.
Fonti: Observador.