Mantova è stata nominata città più verde d’Italia nell’ultimo rapporto Ecosistema Urbano dell’organizzazione ambientalista Legambiente. Ha ottenuto 81,29 punti su 100 ed è stata l’unica delle oltre 100 città esaminate a superare gli 80 punti. Trento si è classificata seconda con 76,53 punti, seguita da Bolzano con 75,47.

La città lombarda, con poco più di 50.000 residenti, si è classificata più volte tra le città italiane con le migliori prestazioni urbane. L’anno scorso è arrivata seconda, due anni fa settima e nell’edizione del 2023 seconda.

Il risultato spicca perché Mantova si trova nella Pianura Padana, una regione nota per la scarsa qualità dell’aria. Anche altre città della zona si sono piazzate in alto: Cremona è arrivata quarta, Reggio Emilia quinta e Parma settima. Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha affermato che gli ottimi risultati ottenuti in altre categorie contribuiscono a compensare l’inquinamento atmosferico, l’indicatore peggiore per Mantova e le città limitrofe della regione.

Il rapporto valuta 20 indicatori in sei categorie: mobilità, qualità dell’aria, gestione dei rifiuti, acqua, ambiente urbano ed energia. La mobilità incide per il 21% sul punteggio, la qualità dell’aria per il 19%, rifiuti, acqua e ambiente urbano per il 18% ciascuno e l’energia per il 6%.

Tra i punti di forza di Mantova figurano un’estesa zona a traffico limitato, che copre 1.696 metri quadrati ogni 100 residenti, e una raccolta differenziata superiore all’83%. La città dispone inoltre di oltre 33 metri di piste ciclabili ogni 100 residenti, di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici con una capacità di 19,9 kilowatt ogni 1.000 abitazioni e di 93 alberi ogni 100 residenti, secondo Meggetto.

La qualità dell’aria resta una sfida. La concentrazione di PM10 a Mantova è di 27 microgrammi per metro cubo, un valore vicino ai 28 di Milano. Meggetto ha affermato che misure locali come le zone a traffico limitato, il trasporto pubblico e sistemi di riscaldamento più efficienti possono essere d’aiuto, ma l’inquinamento in tutta la Pianura Padana è legato anche alla concentrazione di attività industriali e allevamenti. Il numero di giorni in cui l’ozono ha superato i limiti consentiti è sceso dai 39 del rapporto precedente ai 25 di quest’anno.

Legambiente attribuisce i progressi di Mantova a un decennio di lavoro delle successive amministrazioni locali per ridurre il traffico nel centro storico, oltre che ai cambiamenti nelle politiche industriali. Dal 1957 al 1989 la città ha ospitato un grande impianto petrolchimico, che ha causato un inquinamento da metalli pesanti con ripercussioni sui suoi tre laghi, alimentati dal fiume Mincio. Sono attualmente in corso interventi di bonifica.

Fonti: La Repubblica.