Il democratico Troy Jackson ha sconfitto la repubblicana uscente Susan Collins nella corsa al Senato degli Stati Uniti in Maine, secondo quanto riportato dall’Associated Press. Il risultato pone fine ai quasi 30 anni di Collins al Congresso e fa di Jackson il primo democratico a rappresentare il Maine al Senato dal 1995.
I democratici consideravano il Maine una delle loro migliori opportunità per strappare un seggio ai repubblicani. Collins, la donna repubblicana più longeva al Senato, aveva vinto ripetutamente in uno Stato che, a livello statale, ha sempre votato per i democratici.
Jackson è entrato nella corsa ad agosto, sostituendo Graham Platner come candidato democratico dopo che Platner aveva sospeso la campagna in seguito a un’accusa di stupro, che lui nega. Jackson ha condotto una campagna su una piattaforma populista progressista, mettendo in risalto le sue origini nella classe lavoratrice e i suoi legami con il movimento sindacale.
Ha inoltre cercato di collegare Collins alle politiche dell’amministrazione Trump, che a suo dire stavano aggravando le pressioni economiche in Maine, tra cui l’aumento dei prezzi di petrolio e gas legato alla guerra con l’Iran e gli effetti delle tensioni commerciali con il Canada. I sondaggi indicavano che, nelle ultime fasi della campagna, i candidati erano praticamente alla pari.
Secondo i dati di AdImpact, la corsa ha attirato oltre un quarto di miliardo di dollari in pubblicità da parte di gruppi vicini a entrambi i partiti. Collins si è presentata come una voce indipendente e ha messo in evidenza il suo lavoro come presidente della Commissione per gli stanziamenti del Senato, mentre i democratici hanno criticato alcuni aspetti del suo operato, tra cui il voto del 2018 a favore della conferma di Brett Kavanaugh alla Corte Suprema.
Collins ha dichiarato di non rimpiangere quel voto e di sostenere le tutele del diritto all’aborto. Durante un dibattito a ottobre, ha inoltre sostenuto che il Maine trae vantaggio dall’avere un senatore moderato disposto a collaborare oltre i confini dei partiti. Jackson ha contestato la sua affermazione secondo cui la sua posizione avrebbe portato un beneficio netto allo Stato, indicando i costi che associava all’assistenza sanitaria, alla guerra con l’Iran e ai dazi.
Fonti: NPR News.