Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato martedì che accetterà i risultati delle elezioni di metà mandato e collaborerà con i Democratici, mentre le proiezioni indicavano che i repubblicani potrebbero subire perdite significative al Congresso. In un’intervista con il New York Times, Trump ha detto di essere «assolutamente disposto» ad accettare l’esito e di aspettarsi che i partiti possano raggiungere accordi.
Le dichiarazioni hanno segnato un cambiamento rispetto alla retorica usata da Trump durante la campagna elettorale. Aveva messo in dubbio l’affidabilità del sistema elettorale e in precedenza aveva detto che avrebbe riconosciuto una sconfitta solo se il voto si fosse svolto correttamente. Il 27 ottobre, quando gli è stato chiesto se avrebbe accettato una sconfitta, ha risposto: «Sì, se [i risultati] sono onesti».
Dopo le elezioni, Trump ha anche cercato di prendere le distanze dai risultati dei Repubblicani, scrivendo su Truth Social che il partito avrebbe vinto nettamente se il suo nome fosse stato sulla scheda elettorale. Nelle ultime settimane, tuttavia, aveva esortato i sostenitori a votare per i candidati repubblicani come se fosse lui stesso in corsa e aveva tenuto comizi in diversi Stati.
Trump ha affrontato le elezioni con un indice di approvazione vicino al livello più basso dei suoi due mandati. Un sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato lunedì ha rilevato che il 32% degli americani approvava la sua amministrazione, in un contesto di insoddisfazione per il costo della vita e per l’economia.
La possibilità che i Democratici assumano il controllo della Camera dei rappresentanti potrebbe dare al partito maggiori poteri per indagare sull’amministrazione, convocare funzionari e sottoporre a esame le decisioni della Casa Bianca. Potrebbe inoltre aprire la strada a un nuovo tentativo di impeachment. Il leader dei Democratici alla Camera, Hakeem Jeffries, ha dichiarato che il partito non ha deciso di procedere con l’impeachment, ma non lo ha escluso; ha aggiunto che ogni iniziativa sarebbe guidata dai fatti, dalla legge e dalla Costituzione degli Stati Uniti.
Trump è stato sottoposto a impeachment due volte durante il suo primo mandato, nel 2019 e nel 2021, e in entrambe le occasioni è stato assolto dal Senato. Una nuova accusa di impeachment potrebbe essere approvata dalla Camera a maggioranza semplice, mentre la rimozione dall’incarico richiederebbe il sostegno dei due terzi dei senatori presenti al processo.
Fonti: Folha Mundo.