Donald Trump ha reagito alla netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato del 2026 sostenendo che avrebbe vinto se fosse stato sulla scheda elettorale. In un post su Truth Social pubblicato poco prima delle 23 di martedì 3 novembre, ha scritto: «Non ero sulla scheda elettorale e, se ci fossi stato, avremmo vinto con largo margine». Quella sera, Trump e i suoi consiglieri avevano seguito lo spoglio dei risultati durante un ricevimento nella East Room della Casa Bianca. Ha anche attaccato Fox News, accusando l’emittente di essere troppo accomodante nei confronti dei Democratici.

Il risultato apre una fase di governo diviso e potrebbe ridurre l’influenza di Trump sull’agenda legislativa. Prima delle elezioni, aveva avvertito che avrebbe fatto ricorso ai suoi poteri di veto e di grazia. Si prevede inoltre che l’esito intensifichi il dibattito sul futuro del Partito Repubblicano.

Nei primi due anni del suo secondo mandato, Trump ha in gran parte messo da parte il Congresso, nonostante le maggioranze repubblicane in entrambe le camere. Le principali eccezioni sono state l’One Big Beautiful Bill, le votazioni sul bilancio e la conferma dei funzionari dell’amministrazione e dei giudici federali. Ha invece fatto ampio ricorso agli ordini esecutivi, firmandone 292 dal gennaio 2025.

La consolidata preferenza di Trump per l’azione unilaterale, anche quando costringe il Congresso o i tribunali a intervenire a posteriori, potrebbe proseguire con un governo diviso. La sconfitta alle elezioni di metà mandato non lo ha spinto ad assumersi la responsabilità personale: ha ripetutamente rivendicato il merito delle vittorie e attribuito ad altri la colpa delle sconfitte.

Fonti: Le Monde International.