In un recente editoriale intitolato "Questi vandali e censori che minacciano la libertà", Vincent Trémolet de Villers afferma che la libertà, descritta come il fondamento della società francese e la prima parola della Repubblica, sta sempre più subendo atti di vandalismo e distruzione. L'autore sostiene che un movimento studentesco abbia confuso il diritto di manifestare con un desiderio di distruzione, guidato da un impulso nichilista che incoraggia i vandali e i censori.

Secondo Trémolet de Villers, la portata della violenza e dei saccheggi ha costretto lo stato ad adottare restrizioni concepite originariamente per condizioni di guerra. Queste misure includono l'attuazione di coprifuoco e la designazione di zone vietate. L'editoriale evidenzia che la libertà più elementare, il diritto di circolare, viene sottratta alle persone comuni per impedire agli attori violenti di impadronirsi degli spazi pubblici anche solo per poche ore nel pomeriggio.

Il testo critica ulteriormente il confinamento dei contribuenti rispettosi della legge che alla fine dovranno sostenere il costo finanziario dei danni causati dai vandali. Trémolet de Villers inquadra questa situazione come un nuovo elemento di ingiustizia che priva i cittadini onesti dei loro diritti mentre avvantaggia coloro che non lo sono, notando che queste azioni minacciano anche la libertà di fare affari e vendere beni.

Fonti: Le Figaro.