Il Myanmar rimane avvolto in una guerra civile a seguito del colpo di stato militare avvenuto nel febbraio 2021, che ha scatenato una vasta resistenza armata in tutto il paese. In una nuova relazione pubblicata giovedì, la Relatrice Speciale Kelley Anne Eckels-Currie ha avvertito che la situazione dei diritti umani nel paese è diventata catastrofica, senza alcuna prospettiva di fine alla violenza spiraleggiante. Le sue conclusioni indicano che almeno 8.384 civili sono stati uccisi dalle forze militari tra il colpo di stato e il 15 settembre 2026.
Nonostante il regime abbia lanciato un cosiddetto "piano di pace di 100 giorni" dal 20 aprile al 31 luglio 2026, la situazione è solo peggiorata. Le forze militari continuano a impiegare attacchi aerei e artiglieria per colpire infrastrutture civili, tra cui scuole, strutture sanitarie, edifici religiosi, mercati e campi di sfollati. Eckels-Currie ha sottolineato che questi attacchi non sono incidenti, ma rappresentano un'infissione intenzionale di danni progettata per terrorizzare le popolazioni e costringerle alla sottomissione. Durante il solo periodo di 100 giorni, circa 753 civili sono stati uccisi, con le forze militari e paramilitari del Myanmar responsabili dell'89 percento di questi decessi.
La Relatrice Speciale ha notato che la strategia militare è radicata nella dottrina dei "Quattro Tagli", che mira a tagliare il cibo, le risorse, l'accesso umanitario e le reti di supporto dalle aree che resistono al regime. Le operazioni umanitarie sono deliberatamente ostacolate attraverso blackout delle telecomunicazioni, restrizioni agli spostamenti e posti di controllo, impedendo la consegna di forniture essenziali come cibo, medicine e carburante. Gli operatori umanitari affrontano rischi gravi, tra cui molestie, detenzioni arbitrarie, torture e omicidi; nel luglio 2026, tre operatori umanitari sarebbero stati torturati e uccisi nella città sud-orientale di Dawei.
Un fattore critico che alimenta questo conflitto in corso è l'economia illecita in crescita del Myanmar, che Eckels-Currie ha dichiarato essere diventata un carburante maggiore per la guerra piuttosto che una semplice conseguenza. Mentre l'economia formale si contrae a causa della guerra e della cattiva gestione, attività criminali come centri di truffe online, estrazione mineraria illegale, traffico di esseri umani e lavoro forzato stanno colmando il vuoto. I profitti del mercato nero finanziano gli acquisti di armi delle forze militari da paesi come Cina e Russia, sostenendo al contempo la lealtà all'interno della giunta. Le reti criminali transnazionali cinesi costituiscono la spina dorsale di queste imprese, utilizzando piattaforme di criptovaluta come Tether e siti di social media tra cui TikTok, Meta e X per facilitare le operazioni, abilitate dalla corruzione nei paesi vicini.
Interrompere queste reti criminali presenta sfide significative senza danneggiare i civili. La Relatrice Speciale ha evidenziato che gli sforzi per tagliare l'accesso a Internet Starlink ai centri di truffe hanno involontariamente lasciato organizzazioni umanitarie e comunità locali senza una connettività vitale.
Fonti: UN News English.