Più di quattro anni dopo l'inizio dell'offensiva della Russia contro l'Ucraina, è emersa un'immagine eccezionale che mostra il mediatore per i diritti umani russo Iana Lantratova e il suo omologo ucraino Dmytro Loubinets in piedi uno accanto all'altro. I due funzionari si sono incontrati venerdì a Olechky, una città meridionale dell'Ucraina attualmente occupata dalla Russia, per supervisionare una rara tregua locale finalizzata all'evacuazione dei civili e alla consegna di aiuti umanitari. Questa operazione rappresenta una delle poche istanze di cooperazione tra Mosca e Kiev dall'inizio della guerra nel 2022 e la rottura delle relazioni bilaterali, un periodo durante il quale Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky non hanno avuto contatti diretti.
L'incontro ha generato un'onda di reazioni contrastanti sui social media ucraini, oscillando tra approvazione e critica. Lantratova, una ex deputata accusata da Kiev e diverse ONG di aver partecipato al trasferimento di bambini ucraini dai territori occupati in Russia, ha descritto l'interazione come l'instaurazione di relazioni "molto costruttive e semplicemente buone". Loubinets, un avvocato che è diventato uno dei principali negoziatori di Kiev per gli scambi di prigionieri e corpi, ha confermato di comunicare quotidianamente con il suo omologo russo. Ha notato che passare 12 ore insieme su un autobus gli ha permesso di sollevare questioni riguardanti il ritorno dei prigionieri di guerra ucraini e dei civili.
Mentre alcuni osservatori vedono l'incontro come un segno di un possibile disgelo in vista delle prossime discussioni mediate dagli Stati Uniti ad Abu Dhabi, altri rimangono profondamente scettici. Un soldato di nome Volodymyr Koval ha difeso Loubinets su Facebook, sostenendo che il mediatore ha agito per salvare vite intrappolate a Olechky. Tuttavia, lo storico e soldato Vakhtang Kipiani ha espresso preoccupazione su dove tali missioni umanitarie potrebbero portare, suggerendo che Loubinets potrebbe rappresentare un'ipotetica "partito della pace" disposto ad accettare le condizioni massimaliste di Mosca. Le critiche si sono concentrate anche sul fatto che Loubinets abbia rimosso il suo caratteristico cappello nero durante l'incontro come segno di cortesia.
In risposta alle polemiche, al ritorno a Kiev, Loubinets ha difeso le sue azioni, affermando che l'etichetta diplomatica aumenta le possibilità di risultati positivi e che agisce principalmente per i cittadini ucraini. Ha sottolineato di non essere guidato dalle emozioni ma dai risultati, esprimendo il desiderio di stabilire altre tregue locali simili a quella di Olechky per assistere i civili sulle linee del fronte. Al momento, la Russia non ha risposto a queste proposte per ulteriori pause umanitarie.
Fonti: Le Figaro.