L’amministrazione Trump ha trascorso le ultime settimane a negoziare potenziali accordi commerciali con Vladimir Putin e ha discusso la possibilità di revocare sanzioni, anche nei confronti del principale fondo d’investimento governativo di Mosca, secondo un’analisi pubblicata dal New York Times. In alcuni casi, si legge nel pezzo, l’alleggerimento delle sanzioni è già avvenuto.

L’articolo, scritto da un giornalista tedesco, afferma che alcuni osservatori vedono queste mosse come un favoritismo verso un autocrate che Trump è apparso ammirare, e come un tentativo di abbassare i prezzi del carburante negli Stati Uniti in vista delle elezioni di metà mandato. L’amministrazione, secondo il pezzo, presenta gli accordi come parte di uno sforzo più ampio per porre fine alla guerra della Russia in Ucraina.

L’autore descrive la situazione come un caso di déjà vu. Quando qualche anno fa era capo dell’ufficio di Berlino, lo scrittore ha riferito ampiamente sulla politica di lunga data della Germania di cercare di plasmare il comportamento russo attraverso legami commerciali ed energetici. Secondo il resoconto, anche dopo l’invasione della Crimea da parte di Mosca, Berlino approvò un altro importante gasdotto. La Germania abbandonò quella politica solo dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022.

L’analisi sostiene che la fallita politica russa della Germania offra lezioni per l’amministrazione Trump. Cita diversi sviluppi recenti. Il mese scorso, i colleghi hanno riferito che l’amministrazione voleva che un consorzio guidato dagli Stati Uniti acquistasse le attività internazionali di una delle maggiori compagnie energetiche russe, in un potenziale accordo su Lukoil. L’amministrazione ha anche rinunciato ad alcune sanzioni statunitensi per acquistare diesel russo e ha fatto pressione sull’Europa affinché riprendesse ad acquistare gas russo, si legge nel pezzo. Il testo nota inoltre che l’amministrazione ha considerato una proposta di acquistare tecnologia russa per ottenere accesso al gas naturale in Alaska e liquefarlo.

Lo scrittore caratterizza questi passi come una forma di “Ostpolitik”, il termine tedesco per la politica di coinvolgimento con Mosca, e usa l’esperienza della Germania per mettere in dubbio se gli incentivi economici possano cambiare in modo affidabile il comportamento di Putin.

Fonti: The New York Times World.