Lo Stato Maggiore dell'Esercito francese ha confermato giovedì 29 ottobre che due caccia Mirage 2000 e un aereo da trasporto CASA atterreranno presto in Ciad per una breve sosta tecnica. La visita include azioni di addestramento e fa parte di un più ampio esercizio militare previsto per novembre in Costa d'Avorio e Gabon. Questo evento rappresenta il primo ritorno di aerei da combattimento francesi sul suolo ciadiano dal ritiro dei soldati francesi alla fine di gennaio 2025.
Parigi descrive questo movimento come una "ripresa della cooperazione". Sebbene non sia stata annunciata una data specifica per l'atterraggio, gli aerei sono in rotta verso un esercizio che coinvolgerà circa trenta militari dall'8 al 30 novembre. Questo sviluppo segue un incontro tra i presidenti francese e ciadiano all'Eliseo due settimane prima, durante il quale è stata firmata una dichiarazione di intenti.
La mossa mira a formalizzare la riattivazione della collaborazione militare e a chiudere il capitolo aperto nel novembre 2024, quando il Ciad ha repentinamente denunciato i suoi accordi di difesa con Parigi. Le fonti indicano che la situazione è stata più una ristrutturazione che una rottura definitiva. Il Ciad richiede supporto per monitorare i propri confini contro i gruppi ribelli, specialmente mentre le relazioni con i vicini Sudan, Repubblica Centrafricana e Niger continuano a deteriorarsi.
Per la Francia, questo rappresenta uno sforzo per ristabilire una presenza nella regione del Sahel, diventata sempre più ostile negli ultimi anni. Lo Stato Maggiore francese ha formulato attentamente l'annuncio, sottolineando che la cooperazione riprende "nel rispetto della sovranità del Ciad", un termine scelto deliberatamente dato che N'Djamena aveva citato la sovranità come motivo per rompere il patto di difesa alla fine del 2024.
Dal lato ciadiano, una fonte governativa ha dichiarato che le soste dei caccia sono il risultato di una tabella di marcia stabilita il 29 gennaio 2026 dai due presidenti. Queste negoziazioni sono state condotte direttamente tra l'Eliseo e il Palazzo Toumaï, bypassando i ministeri degli esteri. Una fonte vicina alle negoziazioni ha insistito sul fatto che "non c'è mai stata una rottura", spiegando che la chiusura delle basi era intesa a stabilire una nuova dinamica mentre le attività di addestramento continuavano ininterrotte.
Inoltre, un funzionario del governo ciadiano ha notato che il militare francese potrebbe ridispiegarsi in Ciad se necessario, purché N'Djamena dia l'approvazione preventiva. Sebbene non sia stata ancora fatta alcuna richiesta del genere, la fonte ha affermato che se la Francia dovesse chiedere, sarebbe accettata. Nonostante questo rinnovato impegno con Parigi, N'Djamena mantiene il suo impegno a diversificare i propri partner internazionali, continuando la cooperazione con Russia, Turchia e Cina.
Fonti: RFI.