Lunedì 2 novembre, i legislatori francesi hanno apportato una serie di modifiche al disegno di legge del governo sul bilancio 2027, votando spesso contro la posizione dell’esecutivo. Gli emendamenti riguardavano l’IVA sulla TV a pagamento, sull’elettricità e sui beni essenziali, oltre ad altre imposte. Si prevede tuttavia che il governo eserciterà un’influenza sostanziale sulla versione definitiva del bilancio.
L’Assemblea ha stralciato una proposta volta a porre fine all’aliquota ridotta dell’IVA del 10% per gli abbonamenti tradizionali alla TV a pagamento, che li avrebbe equiparati alle piattaforme on demand, tassate al 20%. Il governo ha dichiarato che la modifica avrebbe generato 400 milioni di euro. La proposta aveva suscitato obiezioni tra i deputati di diversi gruppi politici, tra gli avvertimenti che avrebbe potuto portare a un aumento dei prezzi degli abbonamenti e mettere sotto pressione i modelli di business delle emittenti.
I legislatori hanno inoltre approvato un’aliquota IVA del 5,5% sulle tariffe dell’elettricità per i consumatori finali e hanno sostenuto la stessa aliquota per un elenco di prodotti alimentari e per l’igiene essenziali, da stabilire con decreto. Tra le altre misure approvate figuravano riduzioni o esenzioni dell’IVA a beneficio dei territori d’oltremare, un aumento dell’imposta sulle transazioni finanziarie e il divieto per i fornitori di carburante di trasferire sui clienti il contributo previsto sul cherosene.
L’Assemblea ha approvato una proposta del governo per tassare i profitti derivanti dalle concessioni autostradali, ma in una forma modificata. Il governo ha inoltre sostenuto una misura che consente ai produttori di cognac di evitare gli anticipi di cassa, mentre il settore affronta dazi statunitensi più elevati, un sovrapprezzo cinese sugli alcolici e un calo dei consumi di alcol.
Il dibattito sul bilancio si è svolto in un contesto di dati economici più deboli del previsto. L’istituto nazionale di statistica francese ha comunicato una stima preliminare di una contrazione dello 0,1% del PIL nel terzo trimestre, mentre l’inflazione ha continuato a salire. Il ministro dei Conti pubblici, David Amiel, ha sostenuto che le prospettive sul deficit di bilancio erano peggiorate nel corso del dibattito e ha avvertito i deputati che quella mattina il deficit pubblico era aumentato di 1 miliardo di euro all’ora.
I voti potrebbero non determinare il bilancio definitivo. Si ritiene probabile il rigetto della sezione sulle entrate, il che invierebbe il disegno di legge al Senato nella sua forma originale. Il governo potrebbe anche ricorrere all’articolo 49.3 della Costituzione o a un’ordinanza di bilancio, opzioni che potrebbero consentirgli di accantonare alcuni voti parlamentari. Una votazione formale sulla sezione delle entrate era prevista per martedì.
Fonti: Le Monde.