A Kimi Antonelli sono bastate due stagioni in Formula 1 per raggiungere il massimo traguardo dello sport. La sua vittoria è stata assicurata domenica dopo il Gran Premio del Messico, rendendo l’italiano, all’età di 20 anni, il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.

Il quotidiano sportivo francese L’Équipe ha messo Antonelli in prima pagina e ha descritto il suo titolo come la “consacrazione” dell’italiano, celebrando l’emergere di un talento eccezionale. Anche Eurosport ha elogiato l’arrivo di una nuova stella della Formula 1, sottolineando la costanza di Antonelli nella vettura più veloce in griglia. Ha concluso tra i primi cinque in ogni gara, ad eccezione di Silverstone e Barcellona, dove problemi tecnici hanno condizionato i suoi risultati.

I media italiani hanno dato all’impresa una copertura altrettanto importante. La Gazzetta dello Sport ha titolato “Kimitico”, combinando il nome di battesimo di Antonelli con la parola italiana “mitico”. Il quotidiano lo ha descritto come un giovane leader che ha conquistato la Formula 1 e trasformato la Mercedes. Il Corriere della Sera ha definito il campionato un momento storico.

Le Monde si è concentrato sul riuscito investimento della Mercedes nel pilota, osservando che la squadra aveva inserito Antonelli nel proprio programma quando aveva 13 anni, nel 2019. Anche le testate spagnole hanno celebrato il suo successo: Mundo Deportivo lo ha definito il re più giovane dello sport, mentre Marca lo ha soprannominato “il nuovo santo” e ha sottolineato la sua durezza sia in pista sia fuori, nonostante la sua reazione emotiva al traguardo.

Le Figaro ha affermato che Antonelli ha conquistato il titolo in modo impressionante, dopo aver ottenuto un altro podio in Messico alle spalle della Ferrari di Lewis Hamilton e della Red Bull di Max Verstappen. All’italiano restano ora quattro Gran Premi in questa stagione—San Paolo, Las Vegas, Qatar e Abu Dhabi—prima di iniziare la difesa della corona appena conquistata.

Fonti: Le Figaro.