Martedì gli americani votano per scegliere un nuovo Congresso, in un’elezione che potrebbe ridefinire il secondo mandato del presidente Donald Trump. Le maggioranze repubblicane sia alla Camera sia al Senato sono a rischio, e il Michigan è tra gli Stati che dovrebbero svolgere un ruolo decisivo.

Storicamente, nelle elezioni di metà mandato il partito del presidente in carica tende a perdere seggi alla Camera: queste consultazioni spesso diventano un referendum sull’operato dell’amministrazione. Secondo quanto riportato, un sondaggio pubblicato il giorno delle elezioni ha rilevato che il 32% degli americani approva l’operato di Trump.

I democratici, che puntano a conquistare il controllo del Senato, devono mantenere i seggi che già detengono, compreso quello in Michigan, e conquistarne altri quattro. Il reportage indica Iowa, Texas, Alaska, Ohio, Kansas e Maine come sfide cruciali. Trump aveva vinto in tutti questi Stati alle elezioni precedenti, tranne che in Maine. Secondo il reportage, la guerra in Iran e i dazi hanno modificato le opinioni di alcuni elettori.

L’esito influirà sulla capacità dell’opposizione di bloccare i provvedimenti presidenziali e sottoporre l’amministrazione a controlli. Cesar Zucco, professore alla Columbia University, ha affermato che, a differenza del sistema multipartitico brasiliano, gli Stati Uniti hanno due grandi partiti e che un presidente privo della maggioranza al Congresso può trovarsi di fronte a un parlamento spesso ostile.

Secondo il reportage, entro il giorno delle elezioni la spesa pubblicitaria per la campagna congressuale potrebbe avvicinarsi ai 12 miliardi di dollari, superando quella della corsa presidenziale del 2024. Elon Musk ha donato quasi 450 milioni di dollari, diventando il maggiore donatore individuale della campagna.

Le elezioni si svolgono inoltre mentre sono in corso dispute sull’equilibrio dei poteri tra i rami del governo. Secondo il reportage, Trump ha cercato di ampliare i poteri dell’esecutivo, anche in materia di dazi e dichiarazioni di guerra, mentre i suoi oppositori hanno contestato le misure dell’amministrazione davanti alla Corte Suprema. Gli esperti intervistati hanno affermato che la Corte ha bloccato alcune iniziative, ma ha ampliato i poteri presidenziali in altri ambiti.

Oltre a determinare il controllo del Congresso, si prevede che i risultati influenzino il dibattito sul futuro orientamento di entrambi i partiti in vista delle prossime elezioni presidenziali, previste tra due anni. Il voto metterà alla prova la capacità dei repubblicani di mantenere una maggioranza favorevole a Trump e potrebbe influenzare le discussioni su leadership e strategia tra repubblicani e democratici.

Fonti: G1.