La situazione dei giornalisti sta peggiorando, soprattutto per i reporter che lavorano in aree di conflitto armato, secondo quanto emerso da un’intervista a Stéphane Dujarric, portavoce del Segretario generale dell’ONU António Guterres. Dujarric ha parlato con RFI da New York della violenza che prende di mira i giornalisti e del fatto che le loro condizioni di lavoro stiano migliorando o peggiorando.
La discussione è stata pubblicata il 2 novembre, Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti. La data è stata istituita con una risoluzione dell’Assemblea generale dell’ONU in seguito all’uccisione dei reporter di RFI Ghislaine Dupont e Claude Verlon a Kidal, nel nord del Mali.
I due giornalisti furono assassinati da jihadisti 13 anni fa, il 2 novembre. Le loro morti contribuirono a promuovere la ricorrenza internazionale, che evidenzia la necessità di affrontare i crimini commessi contro i giornalisti e l’impunità che li circonda.
L’intervista esamina la minaccia più ampia che i giornalisti affrontano oggi, con particolare attenzione ai rischi accresciuti nelle zone di combattimento. Fa parte della copertura di RFI sulla violenza contro i professionisti dei media e sulla responsabilità per gli attacchi alla stampa.
Fonti: RFI.