Una disputa tra gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio ha lasciato Delfin, la holding di famiglia, in una situazione di stallo sul controllo di asset valutati 47,3 miliardi di euro. In base al piano di successione definito dal fondatore, morto nel giugno 2022, ciascun erede ha ricevuto una quota uguale, ma le decisioni più importanti richiedono l’88% dei voti. Questa soglia fa sì che un solo azionista dissenziente possa bloccarle.
Secondo quanto riportato, Delfin detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, il 17,6% di Monte dei Paschi di Siena, oltre il 10% di Generali e più del 2% di UniCredit. Si è impegnata ad aderire con le proprie azioni MPS all’offerta di Intesa Sanpaolo, operazione che la lascerebbe con una quota di circa il 4% in Intesa. I dissidi familiari hanno inciso anche sull’accesso alla ricchezza: le azioni non possono essere date in garanzia senza il consenso unanime e i dividendi sono limitati al 10% degli utili.
L’ultima proposta è arrivata da Leonardo Maria Del Vecchio, che si è offerto di rilevare le quote degli altri azionisti, o della maggior parte di loro. All’inizio di quest’anno ha concordato l’acquisto delle quote dei fratelli Luca e Paola per 5 miliardi di euro ciascuna, dopo che loro avevano chiesto 6,5 miliardi a testa. L’accordo è saltato quando il consiglio di amministrazione di Delfin ha rifiutato di fornire il sostegno finanziario richiesto dalle banche. In seguito, Luca e Paola hanno chiesto 500 milioni di euro di penali per la vendita non andata a buon fine.
Altre proposte hanno alimentato la disputa. Rocco Basilico ha cercato di vendere parte della sua quota, mentre Leonardo Maria voleva acquistarla per intero. Rocco ha inoltre contestato una delibera relativa agli acquisti di quote da parte di Leonardo Maria e ha proposto di vendere tutti gli asset di Delfin, ad eccezione dell’attività degli occhiali. L’imprenditore ceco Michal Strnad ha presentato una distinta offerta di 30 miliardi di euro per l’intera holding.
Gli eredi sono divisi sia sulla governance della società sia sulla proprietà. Paola, Luca e Rocco hanno chiesto di eliminare il requisito di voto dell’88%. Nel frattempo, il consiglio di amministrazione della società e il suo presidente, Francesco Milleri, mantengono il controllo operativo. Clemente, il più giovane degli eredi, è diventato il maggiore azionista di Delfin dopo aver acquistato azioni da Rocco a luglio, portando la propria quota leggermente al di sopra del 12,5% detenuto da ciascuno degli altri eredi.
Fonti: La Repubblica.